Il Forum degli insegnanti, che riunisce tutte le associazioni e realtà ticinesi che si occupano di scuola, critica la riforma liceale avviata dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport. In un comunicato diramato domenica, l'organizzazione sottolinea che il progetto deve essere “fermato” poiché “approssimativo e dai giorni contati”. Non solo, indice puntato anche nei confronti del DECS accusato, tra le altre cose, di essere frettoloso e di mancare di trasparenza.
In particolare, a preoccupare, è l’introduzione dell’informatica al liceo -che l’autorità federale impone ai cantoni entro il 2022- “prevista in Ticino già a partire da settembre 2020, pur nella consapevolezza che l’insegnamento dovrà essere affidato a docenti non adeguatamente qualificati”, viene sottolineato nella nota. “Le cose devono essere fatte bene e se c’è la possibilità di avere a disposizione più tempo è bene aspettare”, ha sottolineato ai microfoni della RSI Paolo Galbiati, copresidente dell’Associazione dei docenti delle scuole medie superiori ticinesi.
“Il tempo stringe e per una serie di ragioni tecniche è bene che l’introduzione dell’informatica avvenga in modo sperimentale… e quindi è bene avere del tempo sufficiente per poter effettuare questa sperimentazione”, ha ribadito dal canto suo il ministro dell’educazione ticinese , Manuele Bertoli.
Il DECS risponde alle critiche
Il Quotidiano 13.11.2019, 20:00
La riforma liceale non piace ai docenti
Il Quotidiano 10.11.2019, 20:00


