Una ditta del Luganese, specializzata nella produzione di componenti plastiche, è finita sotto inchiesta. I suoi titolari sono accusati di violazione della legge federale sulla concorrenza sleale. Si tratta di ex-dipendenti di un’altra impresa del settore, sempre della zona, a cui - secondo l’ipotesi al vaglio della magistratura – avrebbero sottratto il bagaglio di conoscenze tecniche.
Mercoledì la polizia ha perquisito la sede della società, sequestrando diverso materiale. L’attività dell’azienda, che respinge con fermezza ogni addebito, non è comunque stata bloccata.
Le indagini, affidate alla procuratrice Natalia Ferrara Micocci, dovranno ora accertare l’esistenza del danno e la sua eventuale entità. Secondo le stime della ditta denunciante la cifra si aggirerebbe attorno al milione di franchi. Qualche decina (ticinesi, ma anche svizzero-tedeschi e italiani) i clienti che avrebbe perso.
Francesco Lepori
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