La procuratrice pubblica Pamela Pedretti ha rinviato a giudizio, con la formula del rito abbreviato, il 50enne che il 19 novembre 2020 sparò alcuni colpi di arma da fuoco nello stabile di Via Beltramina, a Molino Nuovo, in cui abitava.
Alle Assise Correzionali dovrà rispondere innanzitutto di tentata esposizione a pericolo della vita altrui e di ripetuta infrazione alla legge federale sulle armi e le munizioni. Reato, questo, riferito a un fucile, a una carabina, a una pistola a salve e ad almeno 20 proiettili, posseduti illegalmente a partire dal 2014.
Per l’uomo, difeso dall’avvocata Luisa Polli, è stata proposta una pena di nove mesi di carcere (sospesi per un periodo di prova di due anni) e una multa di 400 franchi. Dovrà inoltre continuare il trattamento ambulatoriale già in atto, necessario per ridurre il rischio di recidiva ravvisato dal perito psichiatrico.
Il 50enne si sentiva infastidito dai rumori degli altri inquilini e dalle risatine che, a suo dire, gli riservavano in segno di scherno. Quella sera salì al piano di sopra, e per – citiamo – “spaventare a morte” una coppia di anziani esplose un proiettile, che dopo essere rimbalzato sul soffitto finì sopra la loro porta d’entrata. Poi bussò e indietreggiò di qualche passo, puntando la carabina verso l’ingresso, in attesa che uscisse qualcuno. Ma i coniugi, osservata la scena dallo spioncino, chiamarono la polizia.

Alla sbarra per gli spari a Molino Nuovo
Il Quotidiano 16.04.2021, 21:00





