Il 2013 è stato positivo per il settore fiduciario ticinese: l’anno scorso sono state infatti rilasciate 97 nuove patenti. Placati quindi i timori di fusioni e chiusure tra le 700 strutture che operano nel cantone.
La Federazione ticinese dei fiduciari chiede dal canto suo maggiori controlli da parte dell’autorità di vigilanza sugli abusi del titolo professionale, in particolare modificando alcuni articoli di legge per migliorare la regolazione dell’accesso all’esercizio. Interessante anche l’idea dell’eventuale introduzione di un esame statale.
Intanto sulla piazza ticinese arriva la concorrenza italiana. Per Cristina Maderni, presidente della Federazione, questo scambio dovrebbe essere bilaterale, ma la reciprocità è per il momento impossibile. La Svizzera si trova infatti ancora sulla black list stilata nella vicina penisola, dove figura come paradiso fiscale. “Il fiduciario italiano può venire qua, ottenere la patente ed operare, mentre l’Italia è molto più chiusa e protettiva. Se vogliamo un mercato libero dobbiamo averlo per entrambi”.
RedMM/Il Quotidiano/mrj






