Acqua dolce e vita amara

I cambiamenti climatici non risparmiano neppure il Messico e a farne le spese ci sono anche le aragoste dello Stato del Quintana Roo

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Il Messico, situato tra l’oceano Pacifico e il mar dei Caraibi e con una multitudine di diverse situazioni interne, si presenta estremamente vulnerabile ai prossimi cambiamenti climatici. L’INECC (Istituto nazionale di ecologia e cambio climatico), nel tentativo di mappare il territorio nazionale, ha terminato la stesura del primo atlante nazionale della vulnerabilità ecologica. Una mappa interattiva che permette di calcolare l’esposizione, la vulnerabilità e la resilienza delle attività umane e degli ecosistemi in ogni regione del Messico.

È così che si è evidenziato che nello Stato del Quintana Roo, nella riserva della biosfera di Sian Ka’an, presidio Slow food, la pesca sostenibile delle aragoste sta subendo gli effetti del cambio climatico. Qui infatti, causa i cambiamenti climatici, le precipitazioni sono aumentate. In mare finisce una quantità maggiore di acqua dolce e ciò causa la morte delle aragoste. Poi c'è l’aumento delle alghe che favorisce la migrazione delle popolazioni di aragoste, mentre l’erosione delle spiagge sta mettendo a rischio le mangrovie, il delicato ecosistema che vive tra terra e mare.

Le informazioni fornite dai pescatori artigianali sono fondamentali nella costruzione di modelli di sviluppo che possano prevedere e anticipare i futuri cambiamenti. La cooperativa di pescatori artigianali di Cozumel esiste da oltre 60 anni, collabora attivamente con il presidio di Slow food e ha investito sul riconoscimento della qualità della pesca. Il codice QR che viene assegnato ad ogni aragosta dopo la pesca permette al consumatore di conoscere il luogo, i pescatori e il metodo di pesca utilizzato. Una pratica necessaria anche per combattere i pescatori illegali e il contrabbando di aragoste.

Samuel Bregolin

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