Annet e il suo Teatro di Nascosto

Europa e Medioriente s'incontrano sul palco dando vita a spettacoli e passerelle che facilitano la comprensione (Covid-19 permettendo)

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La pandemia ha colpito enormemente i lavoratori dello spettacolo e ha reso quasi insostenibile la loro attività lungo tutto il 2020. A maggior ragione per Annet Henneman, una visionaria artista olandese trapiantata in Italia, a Volterra, da una trentina d’anni. Dopo i primi esperimenti di teatro sociale in carcere con il Teatro della Fortezza di cui è una dei fondatori, Annet ha creato la sua compagnia: Hidden Theatre ossia il Teatro di Nascosto, una struttura itinerante e mobile, su base volontaria, che nasce dal desiderio di fare incontrare a teatro, sul palco, Europa e Medio Oriente, riunendo in Italia attori che provengono da popoli che si affacciano sul Mediterraneo.

Il perno di questa esperienza è Annet  stessa che ha fondato un metodo che lei chiama teatro-reportage: raccontare e mettere in scena la realtà che accade, hic et nunc, in uno e più dei Paesi di provenienza dei suoi attori e metterla in scena in quadri corali, con un uso molto emozionale del corpo e della gestualità.

“Per ottenere il massimo risultato, viaggio frequentemente verso i Paesi del Medioriente da cui provengono i miei attori non europei: Palestina, Iraq, Turchia, Nord Africa. Organizzo workshop in Olanda per gli attori europei. Poi, quando tutti sono pronti, li invito per un grande festival a Volterra”. Il Festival accade ogni anno a novembre, ma quest’anno, per non sfaldare la compagnia, bloccata dal lockown, Annet si è inventata un teatro nascosto, sì, ma tutto virtuale.

E così, tra una prova e l’altra del futuro spettacolo che si svolgerà su una delle piattaforme digitali più in voga del momento, Annet raccoglie notizie sulle conseguenze della diffusione del Covid-19  fuori dall’Europa. Storie di giovani, nascoste due volte: dai conflitti e dalla pandemia.

Laura Silvia Battaglia

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