Brexit e il Regno che si frantuma

Crescono in Scozia e in Irlanda del Nord le spinte indipendentiste e la voglia di referendum per una separazione cresce

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Il voto per la Brexit ha già avuto un impatto deflagrante sul Regno Unito. Nonostante, a tre anni e mezzo dal referendum, l’uscita dall’Unione Europea sia stata appena rinviata - per la terza volta - alla fine del prossimo gennaio.

La polarizzazione del confronto politico ha causato una paralisi istituzionale, una collisione tra poteri esecutivo e legislativo, con Westminster ostaggio di tribù litigiose. Specchio fedele di un tessuto sociale disgregato e conflittuale. L’economia nazionale ha smesso di crescere, rasentando la recessione, mentre la sterlina è in sofferenza così come l’attività produttiva. Ma l’effetto Brexit, forse più inatteso, rischia di essere la dissoluzione del Regno Unito. In Scozia, come in Irlanda del Nord, cresce l’insofferenza verso il divorzio da Bruxelles. Se a Edimburgo è dal referendum del 2014 che i nazionalisti attendono una seconda opportunità, l’incertezza del futuro ha avvicinato Belfast a Dublino. D’altronde è lo stesso accordo di divorzio, negoziato dal Premier Boris Johnson, a mantenere l’Irlanda del Nord nell’orbita economica irlandese. Un compromesso che riflette un sentimento maggioritario tra i conservatori, pronti a sacrificare le due regioni del nord pur di realizzare la Brexit.

Lorenzo Amuso

Condividi