Cardiocentro in pausa

Il futuro dell'Ospedale del cuore: pubblico o privato? Il parere di due ex consiglieri di Stato: Pedrazzini e Martinelli

Il denaro, una volta sciolta la Fondazione Cardiocentro, arriverà dallo Stato, quindi dovrà essere l’Ente Ospedaliero cantonale (EOC) ad avere il controllo finanziario sul Cardiocentro Ticino (CCT). No invece, l’autonomia dell’Ospedale del cuore dovrà continuare ad essere importante e non solo clinica e gestionale.

Sono queste, in sintesi, le due posizioni contrapposte sul futuro, ormai prossimo, del CCT. Dal 2021, infatti, la struttura del Cardiocentro (settore privato) dovrà confluire nell’EOC (settore pubblico). Questo, almeno, stabilisce la convenzione sottoscritta nel 1995. Finora la mediazione del Consiglio di Stato - che ha suggerito un periodo di transizione di 5 anni - non ha prodotto risultati. Tiziano Moccetti, direttore sanitario del Cardiocentro, ha respinto la proposta del Governo.

Per capire meglio le ragioni dei sostenitori dell'indipendenza del Cardiocentro da una parte e, dall'altra, quelle di chi sostiene la bontà del modello pubblico, la RSI ha intervistato due ex consiglieri di Stato: Luigi Pedrazzini, tra l’altro già membro del primo consiglio di Fondazione e vicepresidente per 8 anni dell’Ente Ospedaliero cantonale e Pietro Martinelli, già direttore - dal 1991 al 1999 - dell’allora DOS (Dipartimento opere sociali). (LE INTERVISTE COMPLETE NEL VIDEO IN TESTA ALL'ARTICOLO).

I due ex consiglieri di Stato si trovano d’accordo su un punto: le polemiche devono finire. “Sarebbe disastroso per l’immagine del nostro sistema ospedaliero, del Cardiocentro, del Ticino, per la qualità delle cure nelle nostre strutture, in particolare in quelle di Lugano”, spiega Martinelli. Condivide il ragionamento Pedrazzini: “Per me l'importante è che si trovi una soluzione… che le parti discutano fino allo sfinimento per trovarne una... perché la cosa peggiore che noi possiamo immaginare - e su questo do ragione a Martinelli - è gestire polemiche dietro polemiche. Questo indebolirebbe tutti”.

E se per Martinelli tra i punti che impediscono di trovare un’intesa ci sono “motivi di potere”, per Pedrazzini "occorre guardare avanti nel tempo, chiedendosi come sarà la Piazza ospedaliera Ticinese nel 2030 e quale sarà il ruolo del Cardiocentro in questo contesto".

L’ultima parola? Pedrazzini ritiene che spetti a entrambi (EOC e Cardiocentro), “attraverso una soluzione costruttiva e positiva” mentre Martinelli è lapidario: "Spetta al consiglio di amministrazione dell’EOC”.

Massimiliano Angeli

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