Casa, quanto mi costi?

Voto del 9 febbraio e focus sull'iniziativa legata alle abitazioni: favorevoli e contrari a confronto; l'ambito delle cooperative abitative

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Il 9 febbraio voteremo sull’iniziativa popolare lanciata dall’Associazione svizzera degli inquilini denominata “Più abitazioni a prezzi accessibili”. Il testo chiede che il 10% delle nuove abitazioni sia di utilità pubblica. Per i contrari non è in questo modo che si risolve il problema della carenza di alloggi con affitti contenuti. Per i favorevoli si tratta invece di un passo importante per togliere molti immobili dalla speculazione e aumentare in tutto il Paese le abitazioni a pigione moderata.

Il tema tocca molto da vicino la Federazione svizzera delle cooperative d’abitazione. Molto diffuse nella Svizzera tedesca, sono per ora poco conosciute a sud delle Alpi, dove la Federazione è però presente.

Cosa sono le cooperative d'abitazione?

Per formare una cooperativa ci vogliono almeno 7 persone che si uniscono con l’obiettivo di finanziare degli spazi abitativi secondo il principio del mutuo soccorso e della responsabilità. La cooperativa non ha scopo di lucro. I soci sono sia comproprietari degli immobili della cooperativa, ma anche inquilini dell’appartamento dove abitano. In questo modo gli affitti sono generalmente almeno del 20% inferiori a quelli di mercato.

L'esempio di Zurigo

Nate un secolo fa per far fronte alla carenza di alloggi dopo la Prima guerra mondiale, le cooperative abitative hanno avuto grande successo soprattutto nella città di Zurigo, dove rappresentano il 25% delle abitazioni. La ABZ di Zurigo è la più grande cooperativa in Svizzera, con 5'000 appartamenti, nei quali abitano oltre 12'000 persone.

Il direttore della ABZ Hans Rupp ci spiega che in gran parte si tratta di appartamenti normalissimi, una piccola ma importante parte è composta da nuove forme di abitazione. A Zurigo le cooperative abitative rappresentano più del 20% delle abitazioni grazie a un importante sostegno da parte delle città.

 

 

Favorevoli e contrari all'iniziativa

Il problema attuale delle cooperative abitative nei grandi centri è la mancanza di terreni. L'iniziativa prevede diritti di prelazione concessi a cantoni e comuni per i terreni adatti all'edilizia di pubblica utilità. La stessa cosa varrebbe anche per i fondi di proprietà della Confederazione o di aziende come le FFS. Ciò migliorerebbe l'accesso ai terreni per le cooperative.

 

Per i contrari – sottolinea invece Hans Egloff – Presidente dell’Associazione svizzera dei proprietari di case, l’iniziativa potrebbe addirittura avere affetti controproducenti e proprio l’esempio della città di Zurigo mostra che le abitazioni di utilità pubblica possono svilupparsi anche senza inserire il diritto di prelazione nella Costituzione.

Le ragioni dei contrari

Troppo rigida e costosa. Così viene qualificata dagli avversari del testo l'ipotesi di una destinazione a pubblica utilità di una quota del 10% dei nuovi immobili. Una volta adottata, affermano, l'iniziativa implicherebbe lunghe discussioni e trattative circa la sua concreta applicazione. Inoltre i contrari sostengono che le cooperative, in realtà, si atterrebbero solo in misura molto limitata al criterio dell'assegnazione degli immobili a persone economicamente o socialmente sfavorite. Ritengono, infine, che la situazione sul mercato immobiliare si sia ormai stabilizzata in più regioni della Svizzera. E il tasso di abitazioni vuote, sottolineano, non ha mai smesso di aumentare nel corso degli ultimi anni.

L'ultima parola ai cittadini, domenica prossima.

Mattia Serena

 

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