Creare connessioni... in musica

Storia di Carlotta e Jacopo, innamorati dell'Africa e con un progetto di recupero e salvaguardia di sonorità che passa da Dig This Way Records

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Un’antropologa, un collezionista e un giradischi portatile. La storia di Carlotta Fiorio, 36 anni, e Jacopo Rimoldi, 35, si potrebbe riassumere così. In realtà, i loro viaggi alla ricerca di musica, artisti e musicisti meriterebbero un libro a parte. Kenya, Etiopia, Togo, Benin, Burkina Faso sono solo alcuni dei paesi visitati da Carlotta e Jacopo. Dopo diversi viaggi in Africa, incontrano la Nigeria - di cui si innamorano - e con essa il vastissimo mondo musicale degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, caduto quasi del tutto nell’oblio. Decidono così di riportare alla luce la cultura musicale nigeriana dimenticata. “La Nigeria è sempre stata il paese africano con la cultura musicale più interessante. Sono sempre stati molto all'avanguardia; suonavano Calypso, rhythm blues. Negli anni Settanta suonavano rock, funk e abbracciavano la psichedelia”, spiega Rimoldi che, oltre ad essere un collezionista di vinili, è anche un Dj, esperto di musica e fondatore, con Carlotta, dell’etichetta indipendente Dig This Way Records, nata per recuperare la migliore musica underground dell’Africa. Il primo disco ristampato è di Peter Abdul, pubblicato originariamente nel 1984, è un’eccezionale sperimentazione di disco, boogie nigeriano.

 

Durante i loro viaggi tra villaggi, foreste, zone remote e auto sgarrupate, Fiorio e Rimoldi, provano a intercettare e incontrare musicisti, cantanti o produttori di alcuni album che sono quasi del tutto spariti. Una volta raggiunti, dopo vari ostacoli e peripezie, li propongono di ristampare il disco. Si firma un contratto e l’album torna in vita. Ma i progetti non finiscono qui, anzi. Il loro sogno è organizzare alcuni concerti in Europa con musicisti nigeriani e non solo. “Ci piace creare connessioni e ci piace farlo attorno alla musica”.

Arianna Pagani - Sara Manisera

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