Gli spartiti della pace

La musica classica appassiona i giovani palestinesi che, sempre più numerosi, la imparano e diffondono

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Saranno oltre duemila i giovani palestinesi che da settembre prenderanno parte ai corsi di musica classica del Conservatorio Nazionale Edward Said nelle sue sedi di Ramallah, Gerusalemme Est, Betlemme, Nablus e Gaza. Altre centinaia si iscriveranno alle altre scuole di musica, come la Al Kamandjati di Ramallah e la Sounds of Palestine di Aida (Betlemme). Numeri che sono la conferma di un trend nei Territori palestinesi dove da qualche anno si registra un significativo interesse tra i giovani per l'apprendimento della musica classica.

In Cisgiordania si sono formate diverse orchestre. Come la Palestine Youth Orchestra che nelle scorse settimane ha tenuto un tour in Gran Bretagna conclusosi con successo alla Royal Festival Hall di Londra, e l'Orchestra Al Kamandjati di Ramallah che in questi giorni tiene concerti nelle principali città palestinesi.

Le note di Beethoven, Chopin, Musorgskij e altri noti compositori occidentali riecheggiano in tante case dei Territori. E non solo in quelle delle famiglie più agiate. Il Conservatorio Nazionale garantisce l'accesso alla musica, a costi contenuti o con borse di studio, ai ragazzi dei campi profughi.

La musica tra i minori condannati

Un programma di studi speciale è quello che porta l'insegnamento della musica classica, assieme a quella araba, nel Centro di Riabilitazione "Dar al Amal" di Ramallah che accoglie decine di minori condannati per violenze e furti. Imparare a suonare uno strumento musicale rappresenta per i ragazzi di questo centro una strada per sfuggire a una vita che spesso sconfina nella criminalità. Lo studio della musica inoltre è una terapia per superare i traumi della guerra per i ragazzi di Gaza che frequentano la sede locale del Conservatorio Nazionale.

Le note del dialogo

La musica classica è anche promotrice di dialogo tra palestinesi e israeliani. La passione comune avvicina i giovani delle due parti. Sullo sfondo c'è l'iniziativa dal celebre maestro Daniel Barenboim, ebreo argentino con cittadinanza israeliana, che assieme allo scomparso accademico e scrittore palestinese Edward Said nel 1999 fondò la "West Eastern Divan Orchestra" che riunisce giovani musicisti israeliani, palestinesi e di altri Paesi del Medio Oriente. Una collaborazione musicale che, nelle speranze di Barenboim, può rappresentare un modello di convivenza.

Michele Giorgio

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