I nuovi "giovani anziani"

Gli over 65 in salute e pieni di voglia di fare sono in aumento. Il Ticino per loro fa abbastanza? Rispondono Cantone e ATTE

Il Ticino è il cantone più vecchio della Svizzera, ovvero quello dove il numero di persone anziane è proporzionalmente più elevato. E le previsioni per il futuro indicano che la tendenza di un progressivo invecchiamento della popolazione non accennerà a diminuire. Vi sarà anzi quella che gli esperti del settore definiscono una vera e propria esplosione degli over 65. Stando ai dati statistici, nel 2023 i ticinesi tra i 65 e i 79 anni potrebbero aumentare del 32%, mentre quelli dagli 80 in su addirittura del 44%.

Allargandosi, questa popolazione muta e, più in generale, si diversifica. La sempre più alta speranza di vita fa sì che non solo gli anziani siano sempre più numerosi, ma anche che stiano sempre meglio e vogliano fare sempre più cose. Occorre quindi interrogarsi sui bisogni di questa nuova fascia di età, che rispetto al passato, resta attiva più a lungo. 

La popolazione anziana in Ticino
La popolazione anziana in Ticino (RSI/Pixel)

Cosa significa - oggi - invecchiare?

Fitness senza età
Fitness senza età (Rsi)

Per capirlo abbiamo deciso di far visita al centro del movimento MO-MOVI di Chiasso; una sorta di palestra dedicata, che mira a lavorare sulla prevenzione in modo che gli anziani possano restare a casa loro il più a lungo, il più in forma e il più indipendenti possibile. La conferma della voglia di restare in salute aumentando il proprio benessere, arriva proprio da chi questa palestra la frequenta (GUARDA IL VIDEO IN APERTURA). Un'occasione, ci raccontano le signore presenti, non solo per fare esercizio, ma anche per socializzare. E osservandole durante l'allenamento, verrebbe proprio da dire, che (citando l'etnologo francese Marc Augé) "la vecchiaia non esiste".

Quella del centro del movimento è solo una delle offerte che si stanno sviluppando per soddisfare i bisogni dei nuovi "giovani anziani".

Incidenza dei disturbi nella popolazione ticinese over 65
Incidenza dei disturbi nella popolazione ticinese over 65 (RSI/pixel)

La politica cantonale prevede che si aiutino gli anziani a restare al proprio domicilio il più a lungo possibile. Per raggiungere questo obiettivo si fa abbastanza?

L'impressione del presidente dell'Associazione ticinese terza età (ATTE), Giampaolo Cereghetti, è che la politica faccia tanto (servizi spitex/cure a domicilio), ma che concentri i suoi sforzi sui casi fragili, sottovalutando la prevenzione primaria, ovvero quella che agisce con anticipo su chi sta bene, riducendo il rischio di isolamento. "Il Dipartimento della sanità e della socialità - spiega Cereghetti - quest'anno ha incrementato i contributi per i due centri diurni socio-assistenziali gestiti dall'ATTE, ma ha ridotto in maniera significativa quello per le attività ricreative, come i viaggi e i corsi dell'università della terza età". 

Autonomia degli anziani in Ticino
Autonomia degli anziani in Ticino (RSI/pixel)

Francesco Branca, a capo dell'Ufficio cantonale degli anziani e delle cure a domicilio, risponde che essendo limitate le risorse, bisogna forzatamente concentrarsi sulle emergenze, ma ritiene che il cantone presti sufficiente attenzione anche alla prevenzione. Ciò che invece mette d'accordo entrambi è la distribuzione omogenea dei servizi sul territorio.

Francesco Branca
Francesco Branca (Rsi)

"La tentazione è quella di concentrare l'attenzione sui grandi centri, però va detto - riconosce Branca -  che è proprio in una regione periferica (Biasca e Valli) che si sta sperimentando il progetto della cosiddetta Regione solidale. L'idea è proprio quella di creare, grazie a un'indagine basata sull'incontro con le persone, una specie di inventario dei bisogni, perché non è detto che il bisogno di chi abita nelle città sia uguale a quello di chi abita in una zona più rurale". Un sistema, quello delle strutture, delle prestazioni e dei servizi del settore, che per Branca funziona ottimamente: "Il finanziamento è garantito dal Cantone per il 20% e dai comuni per l’80%. Perciò i comuni fanno la loro parte in rapporto alle risorse che dispongono, mentre il cantone garantisce di fatto l’equità sul piano territoriale, ma anche sociale: tutte le prestazioni devono essere accessibili indipendentemente dal reddito o dal luogo di residenza". Lo Stato in caso di bisogno interviene infatti con contributi individuali o diretti ai servizi.

Dove migliorare? Spingere maggiormente sul concetto di intergenerazionalità

Puntare sull'intergenerazionalità è, per Cereghetti, l'unica prosepettiva di gestione positiva del tema dell'esplosione della popolazione anziana negli anni che verranno.

Giampaolo Cereghetti
Giampaolo Cereghetti (Rsi)

L'evoluzione di questa fascia della popolazione conduce infatti inevitabilmente a una diversa interazione con il resto della società, che assume forme sempre più variegate. È su queste forme che bisogna ragionare maggiormente. In Ticino è da poco tempo che si sta provando a sperimentarne qualcuna. Un esempio è la figura del custode sociale: una persona di riferimento in uno stabile, che può essere contattata in qualsiasi momento dagli inquilini anziani e che può fornire loro prestazioni di cura, ma anche organizzare attività di animazione e socializzazione. Anche per quanto concerne gli appartamenti a misura di anziano si sta cercando di ampliare l'offerta. E a misura di anziano - precisa Branca - non significa circoscriverli in un luogo specifico, rischiando di "ghettizzarli": "Gli appartamenti pensati appositamente per la terza età non devono forzatamente essere situati in uno stabile riservato esclusivamente agli anziani ma è una formula strutturale che può trovare posto anche in un quartiere intergenerazionale". "Sì, perché - aggiunge Cereghetti -  è proprio in questa dinamica di unione fra generazioni, che si immagina possa esserci un'utilità dell'anziano; anziano che potrebbe, ad esempio, curare i bambini mentre i genitori fanno la spesa o lavorano.

Camilla Luzzani

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