In soccorso di un mollusco

Vive in acque pulite e si chiama "mollusco comune di ruscello". Il nome inganna perché sta scomparendo - Ecco come si cerca di salvarlo

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Il suo nome è Unio crassus, è un mollusco bivalve d’acqua dolce (per così dire: una "cozza" dei nostri fiumi) e sta scomparendo.

Un tempo era molto diffuso nei corsi d'acqua di pianura della Svizzera settentrionale, dal Giura all'Altipiano alle valli prealpine. Tanto che il suo nome in tedesco è "gemeine Bachmuschel", mollusco comune di ruscello.

Questo nome però ormai inganna. Dalla metà del secolo scorso, gli Unio crassus infatti sono diventati sempre più rari. Concimi, pesticidi, scarichi, correzioni di fiumi, urbanizzazione hanno quasi annientato, negli anni, questo animaletto di circa 10 cm e che può vivere fino a 30 anni. È ritenuto un organismo indicatore, perché vive solamente dove la qualità dell'acqua è molto buona.

L'Unio crassus, inserito dalla Confederazione nella "lista rossa" delle specie indigene minacciate, rischia l'estinzione. Pochissime le popolazioni rimaste in Svizzera. Nel canton Zurigo gli ultimi esemplari vivono ancora nel Reno e in due piccoli ruscelli. Le autorità cantonali hanno ora affidato alla ticinese Anna Carlevaro, esperta di ecologia acquatica, il compito di cercare di salvare il mollusco del ruscello Mostbach, nell’Oberland zurighese, attraverso un programma di riproduzione in acquari. Un lavoro estremamente difficile e dall'esito incerto, visto il ciclo vitale complesso di questo mollusco.

Ma per Anna Carlevaro vale la pena tentare."E' importante conservare il patrimonio genetico, la diversità nei nostri corsi d'acqua. Gli animali che si estinguono non torneranno mai più." L'esperimento avviene in un vecchio edificio messo a disposizione dall'associazione dei pescatori di Thalwil. Qui l’associazione conduce già da anni anche un programma di allevamento per aumentare le popolazioni di gamberi di torrente e pesci sanguinerole, altre specie acquatiche sotto pressione.

La presenza della sanguinerola inoltre è fondamentale proprio per l'Unio crassus, le cui larve si attaccano a questo pesce ospite durante la fase iniziale del loro sviluppo. Dopo qualche settimana, i piccoli molluschi si lasciano poi cadere sui fondali, dove continuano a crescere.

Rolf Schatz è il presidente dei pescatori di Thalwil. "C'è una cosa che accomuna queste tre specie che cerchiamo di salvare qui: non servono all'uomo e spesso quello che non serve all'uomo viene trascurato", ci dice. "In natura però non ci sono esseri senza significato. Spesso semplicemente non capiamo ancora le relazioni, ma ogni animale ha il suo posto esatto, per questo dobbiamo cercare di salvare tutte le specie, non solo quelle che possiamo mangiare."  

Obiettivo del progetto Unio crassus: rilasciare fra un anno alcune centinaia di giovani molluschi nel ruscello Mostbach. Un animale forse senza utilità diretta per l'uomo, ma una tessera del mosaico della biodiversità in Svizzera.  

 
Saul Toppi
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