La Svizzera che va di moda

Il peso specifico della fashion di produzione elvetica. A colloquio con una stilista e una promoter del ramo

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Quando si parla di moda il pensiero va puntualmente ai grandi brand internazionali e alle sfilate di forte richiamo proposte con continuità a Parigi, Milano, New York: un contesto che muove miliardi in tutto il mondo, alimentandosi di creatività e costante ricerca dell'eleganza. Anche la Svizzera vi contribuisce, e in misura significativa. Magari anche attraverso modalità non molto note al grande pubblico, ma nondimeno apprezzate, e valorizzate, dalle più importanti "fashion houses".

La stilista Dea Semadeni
La stilista Dea Semadeni (rsi)

La Svizzera, ad esempio, eccelle nella produzione di accessori e di componenti destinate alla confezione di abbigliamento. A sottolinearlo è la stilista Dea Semadeni, che incontriamo nel suo atelier di Cadro. Fra i punti di forza vanno anche annoverati i rinomati tessuti realizzati a San Gallo “che vengono forniti anche a grandissimi marchi come Chanel, per esempio”. Quanto ai brand "made in Switzerland", spiccano nomi “come la Bally, che ha tantissimi punti vendita in tutto il mondo” e la Freytag, che grazie alle sue borse realizzate con materiali riciclati si è distinta per creatività e “si è affermata bene sul mercato mondiale”.

In Svizzera spicca l'alto livello di qualità offerto da molte fabbriche di confezioni
In Svizzera spicca l'alto livello di qualità offerto da molte fabbriche di confezioni (archivio tipress)

La moda elvetica, quindi, ha senz’altro il suo perché nel raffronto internazionale. Ma è più in genere la Svizzera a profilarsi, sotto vari aspetti, come una piattaforma funzionale alle necessità degli operatori della moda. In questo senso Dea Semadeni cita soprattutto il ruolo di “tante fabbriche di confezioni che hanno un elevato livello di qualità”: soprattutto in Ticino, aggiunge, dove peraltro “producono tanti stilisti anche della Svizzera interna”.

Sabine Rettich, consulente, promoter e organizzatrice di eventi
Sabine Rettich, consulente, promoter e organizzatrice di eventi (rsi)

Allo sforzo creativo deve però far seguito, com'è ovvio, la ricerca della massima visibilità possibile. Anche in Svizzera è quindi cruciale, ai fini del successo, un'efficace sinergia fra stilisti e operatori impegnati nella promozione. Un lavoro che impone sempre più flessibilità e attenzione alle esigenze di marketing, osserva Sabine Rettich, consulente, PR e promoter con un’esperienza di lunghissimo corso anche nel campo della moda.

L'allestimento di un evento nel campo della moda, deve ormai essere preceduto da un'attenta ricerca della potenziale clientela
L'allestimento di un evento nel campo della moda, deve ormai essere preceduto da un'attenta ricerca della potenziale clientela (rsi)

La promozione infatti, dato il contesto sempre più competitivo, non può più certo limitarsi ad un mero allestimento di sfilate. È ormai “fondamentale andare già prima di un evento alla ricerca di potenziali clienti”. E il valore aggiunto del lavoro consiste così nel fornire già “un nostro portafoglio clienti”, in funzione dei target che gli stilisti intendono raggiungere con le loro creazioni.

Moda ed e-commerce: un binomio ormai consolidato
Moda ed e-commerce: un binomio ormai consolidato (reuters)

Ma quali sono i principali problemi cui sono confrontati i creatori della fashion in Svizzera? Dea Semadeni li riscontra soprattutto sul piano dell’accessibilità, per i piccoli produttori, ai maggiori portali commerciali in Internet. “II piccolo produttore non fa le grandi quantità e per lui diventa quindi difficile poter usufruire di grandi piattaforme come Zalando. Anche se si intraprende una vendita in rete non si ha comunque la visibilità che si può avere attraverso una grande piattaforma”.

Più attenzione alla moda da parte delle istituzioni culturali: l'auspicio di Sabine Rettich
Più attenzione alla moda da parte delle istituzioni culturali: l'auspicio di Sabine Rettich (archivio tipress)

Sabine Rettich rivendica invece più attenzione per la moda da parte delle istituzioni culturali. Rileva che è in genere copiosa, in tutte le grandi città svizzere, l'offerta culturale legata alle arti figurative e audiovisive. "Invece la moda, che è a tutti gli effetti un'arte, non viene ancora considerata come tale", afferma. In questo senso "c'è assolutamente del lavoro da fare", sottolinea la promoter, auspicando per il futuro una sensibilità diversa e una maggiore continuità di eventi a cadenza fissa destinati alla moda.

Guardando però... al futuro più immediato, cosa sarà decisamente "di moda" per la prossima stagione?  Ci sarà abbondanza di tessuti in lamé, di paillettes, ci anticipa Dea Semadeni. "E avremo colori sgargianti come il giallo, l'arancione, l'azzurro, per rompere il grigiore dell'autunno e dell'inverno". Tanta solarità e vivacità quindi, quasi a voler eternare, a colpi di fashion, le atmosfere dell'estate.

Alex Ricordi

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