(Alex Ricordi - Fabio Salmina/RSI)

La Svizzera delle dipendenze

Alcool, tabacco, cannabis, nuove sostanze psicoattive... Il punto sulla problematica e sulle tendenze più recenti, con un esperto

Un quarto della popolazione che fuma, più di un quinto che ha un consumo a rischio di alcolici e un 7% che afferma di aver consumato cannabis. Si può riassumere così, secondo i dati più recenti (GUARDA il rapporto allegato, in francese), il quadro di base sulle dipendenze in Svizzera. Un quadro che se da un lato denota una certa stabilità rispetto a precedenti stime, dall’altro ha pur sempre precise implicazioni sul piano della salute pubblica e dei costi sociali. Le incidenze, in pratica, non mostrano variazioni di rilievo. Resta però da vedere in che misura i consumi delle varie sostanze possano sfociare in situazioni più o meno problematiche.

Jann Schumacher, esperto nel campo delle dipendenze e membro della Commissione federale per i problemi inerenti all'alcool
Jann Schumacher, esperto nel campo delle dipendenze e membro della Commissione federale per i problemi inerenti all'alcool (tipress)

Un aspetto cruciale e sottolineato da Jann Schumacher, operatore della fondazione Ingrado, psicologo specializzato nel campo della lotta alle dipendenze e vicepresidente della Commissione federale per i problemi inerenti all'alcool (CFAL). “Ci sono evidentemente persone con dipendenze importanti ma con conseguenze che restano da raggiungere”. Nella popolazione è però diffusa l’idea secondo cui “occorre andare in cura solo quando si ritiene di avere problemi rilevantissimi, che richiedono un’interruzione definitiva”. La sensibilizzazione, attraverso i competenti servizi, può invece contribuire a gestire per tempo i consumi e a prevenire le conseguenze più gravi.

Le dipendenze da sostanze illegali

Sul versante delle sostanze illegali il consumo di cannabis risulta più elevato nella fascia compresa fra i 15 e i 24 anni, per poi calare nettamente col progredire dell'età. Droghe pesanti, come cocaina ed eroina, hanno fortunatamente un’incidenza molto limitata, inferiore all’1%. Anche le nuove sostanze psicoattive, particolarmente note per i famigerati “sballi” da discoteca, non presentano frequenze di consumo importanti. Ma a preoccupare è il fatto che “chi consuma queste sostanze non sa con certezza che cosa contengono”, restando così all’oscuro “sui rischi per la salute che possono rappresentare”, spiega Schumacher. Su questo fronte i servizi d’analisi impegnati nel cosiddetto "drug checking", sperimentato ormai da anni con successo in alcune città svizzere, possono senz’altro offrire molte possibilità di individuazione e prevenzione dei rischi.

Alle nuove sostanze psicoattive sono legati elevatissimi rischi per la salute
Alle nuove sostanze psicoattive sono legati elevatissimi rischi per la salute (reuters)

Ma veniamo ad un raffronto generazionale. Qui ci sono certamente pregiudizi che vanno sfatati: “Si tende infatti troppo spesso a considerare le dipendenze come un problema dei giovani”, rileva l’esperto. Sotto questo profilo c’è senz’altro il dato che individua fra i 20 e i 24 anni la fascia d’età che consuma più alcool e tabacco. Ma su un piano più globale “le dipendenze conclamate sono in realtà un problema soprattutto degli adulti. E c’è anche la questione degli anziani che possono sviluppare problemi più in là con l’età”, precisa l’esperto. Aspetti, questi, che vanno tenuti in debita considerazione per un approccio globale al problema.

Le principali dipendenze

Sul piano della gravità delle varie dipendenze, è quella da alcolici a confermarsi nel ruolo di prima “malattia sociale”. “L’alcool è presente nella nostra cultura e nella nostra società in modo diffuso, e la maggior parte della popolazione lo consuma più o meno regolarmente”. Come dipendenza, “è quella che crea più problemi”, rammenta Schumacher, “con tutta una serie di ulteriori conseguenze non solo per la salute, ma anche sulla capacità lavorativa, sulla situazione economica e famigliare, sulla sfera psicologica”. Si tratta, quindi, della dipendenza che sotto tutti questi aspetti determina complessivamente più danni.

Quella da alcolici rimane la dipendenza che determina più problemi
Quella da alcolici rimane la dipendenza che determina più problemi (keystone)

Che dire invece sulle tendenze che concernono il tabagismo? Grazie a varie misure, come i divieti negli spazi pubblici e le campagne mirate di sensibilizzazione, la sua incidenza è negli ultimi anni costantemente scesa. “Probabilmente è stato però raggiunto il massimo e così, da qualche anno, si registra una percentuale di fumatori piuttosto costante”, afferma l’esperto. I professionisti svizzeri nel campo della lotta alle dipendenze si sono quindi espressi - nell’ottica di una riduzione dei danni causati dal fumo - a sostegno di una promozione dell’uso delle sigarette elettroniche.

La sigaretta elettronica: uno strumento valido, a detta degli operatori attivi nel campo delle dipendenze, nell'ottica della riduzione dei danni causati dal fumo
La sigaretta elettronica: uno strumento valido, a detta degli operatori attivi nel campo delle dipendenze, nell'ottica della riduzione dei danni causati dal fumo (keystone)

Da qualche anno ci sono possibilità molto concrete per andare in questa direzione”, ci dice Schumacher. “È vero che sull’utilizzo delle sigarette elettroniche mancano studi a lungo termine”. Tuttavia, nella vaporizzazione dei liquidi con nicotina “non sono presenti tutte quelle sostanze cancerogene contenute invece nel fumo da combustione” del tabacco. La sigaretta elettronica rappresenterebbe quindi una soluzione pratica per consentire l’assunzione di nicotina - che è poi la sostanza del tabacco che dà dipendenza - assicurando nel contempo una significativa riduzione dei rischi per la salute.

Una strategia nazionale per il fenomeno

Ogni forma di dipendenza presenta aspetti specifici. Al tempo stesso integra però un quadro di riferimento più esteso che impone ormai, per la prevenzione dei rischi e la promozione della salute, un approccio rinnovato e globale. La Strategia nazionale sulle dipendenze, avviata lo scorso anno, va proprio in questa direzione e punta alla messa in atto di misure coordinate e orientate alla problematica delle dipendenze nel suo complesso.

La Strategia nazionale delle dipendenze: un concetto globale
La Strategia nazionale delle dipendenze: un concetto globale (UFSP)

A questo proposito la Strategia si prefigge di promuovere le sinergie fra tutti gli attori della politica nel campo delle dipendenze. L'orizzonte, come ci spiega Jann Schumacher, è rappresentato dalla "messa in rete di tutti gli operatori coinvolti " e dalla "creazione di un vero e proprio concetto di medicina delle dipendenze che lavori in modo interdisciplinare e multidisciplinare con tutti gli operatori". Con l'obiettivo di rispondere, con sempre maggiore efficacia, alle tante sfide imposte dal fenomeno.

Alex Ricordi

GUARDA il servizio de "Il giardino di Albert" sul consumo di alcool in Svizzera

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