La 'ndrangheta a tavola

La mafia in Svizzera (1): ancora ombre sulla ristorazione. Nelle carte dell’inchiesta Stige figurano nomi noti alle autorità elvetiche

Inizia con questo servizio il nostro viaggio in tre puntate sulle organizzazioni mafiose che hanno messo radici in Svizzera. Dopo l’operazione Stige, che ha gettato ombre sul settore della ristorazione elvetica, in questo reportage abbiamo dato la parola ad esperti ed autorità.

Nuove ombre si stagliano sul settore della ristorazione dopo l’operazione Stige, che ha portato all’arresto di oltre 160 persone legate alla ‘ndrangheta. Nelle carte dell’inchiesta coordinata dalla procura di Catanzaro, si parla di 16 ristoranti controllati in Svizzera dalla mafia calabrese, mentre altri locali pubblici sarebbero in società con esponenti dell’organizzazione criminale.

I soldi della droga anche in Svizzera

“La Svizzera per molto tempo ha preferito chiudere gli occhi, concentrandosi sui reati violenti, senza perseguire i reati fraudolenti come il riciclaggio. I soldi della cocaina sono serviti a molti anche in Svizzera”. Sono le parole del professore universitario ed esperto di mafie Antonio Nicaso (guarda il reportage in cima all’articolo), che insieme al procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri ha scritto molti libri inchiesta sulla potente mafia calabrese. Forse la più potente al mondo.

Nell’inchiesta Stige, coordinata proprio da Gratteri, figura anche un nome noto alle autorità elvetiche: Maruzzo, detto “Topolino”, potente boss calabrese già coinvolto nell’inchiesta Quatur, lungo caso giudiziario elvetico che aveva svelato importanti addentellati della ‘ndrangheta in Svizzera.

Inchieste italiane, addentellati elvetici

Al momento, nessuna inchiesta è stata tuttavia aperta nel nostro paese, confermano il ministero pubblico della Confederazione e la polizia federale. Stando a nostre informazioni, non si esclude però che dall’Italia nuovi filoni possano prendere il via e travolgere la Confederazione.

Mattia Pacella

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