La strage di tartarughe marine

Gli umani le aspettano a Mayotte dove sono nate e tornano per deporre le uova: le rapiscono, le scuoiano, le uccidono e vendono la loro carne

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Mayotte, Oceano indiano. È qui, nel loro luogo di nascita, che, dopo aver percorso migliaia di chilometri attraverso interi oceani, le grandi tartarughe marine tornano per riprodursi. Raggiunta la zona si lasciano cullare placidamente dalle correnti, offrendosi spesso alla vista dei bagnanti, per poi spiaggiarsi e deporre le uova durante la notte, protette dalle tenebre. È in questo delicato frangente che i bracconieri ne fanno strage, vendendone la carne a caro prezzo. Questa pratica, innestata nelle tradizioni locali di Mayotte e delle Isole Comore, ha assunto proporzioni preoccupanti negli ultimi anni, in cui il consumo rituale è stato soppiantato da una crescente commercializzazione della carne.

La sopravvivenza di molte specie animali è minacciata dall'attività umana: alcune rappresentano una fonte di reddito o di cibo per la popolazione, altre ne ostacolano le attività economiche.

 

La specie umana, tuttavia, dimentica di essere soggetta essa stessa alla legge principale della natura: la biodiversità, che nel delicato equilibrio della vita trova continuamente il modo di ristabilirsi.

Paolo Martino

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