Spanky, giovane tartaruga vittima di un'overdose di plastica della Florida
Spanky, giovane tartaruga vittima di un'overdose di plastica della Florida (RSI)

La tartaruga va in ospedale

È in Georgia la "casa" che cura e rieduca i simpatici rettili feriti, vittime incolpevoli del progresso umano

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L’inquinamento ambientale, la caccia selvaggia, gli "incidenti" con imbarcazioni da diporto sono solo alcuni dei motivi che negli ultimi decenni hanno decimato le tartarughe marine e in particolare quelle di maggiore "stazza". Se a questo si sommano le perdite legate ai predatori naturali (squali), è evidente che la situazione per questi paciosi e longevi animali sia diventata decisamente difficile.

 

Il Centro delle tartarughe marine della Georgia (GSTC, Georgia Sea Turtle Center), con sede a Jekyll Island, è l’unico l’ospedale specializzato per questi rettili dell’intera costa atlantica nordamericana e negli anni ha permesso di salvare e rieducare centinaia di tartarughe e testuggini. Infatti, nella “mission” della struttura, sono in evidenza la riabilitazione, la ricerca a scopo di protezione delle specie e l’educazione.

L'ospedale delle tartarughe di Jekyll Island, in Georgia
L'ospedale delle tartarughe di Jekyll Island, in Georgia (GSTC)

Per quest’ultima lo scopo è duplice. Da un lato vi è la rieducazione di quelle tartarughe ferite che devono ristabilirsi dopo un trauma o di quei piccoli salvati quando erano ancora nel loro uovo e che vanno "istruiti" alla vita selvaggia; dall’altro il GSTC si impegna a divulgare nelle scuole di tutta la nazione l’amore per questi animali così speciali, organizzando pure colonie estive e attività di sorveglianza delle spiagge e litorali coinvolgendo i ragazzi delle scuole e gli studenti delle facoltà di Veterinaria e molto altro ancora.

Le testuggini rimesse in libertà sono registrate e dotate di microchip e a svariate tra loro è montato sul guscio un trasmettitore che dà modo di monitorarne gli spostamenti e scoprire le rotte (visibili ciclicamente sul sito della struttura) che seguono dopo esser tornate in mare.

 

Visitando il centro capita di imbattersi in tartarughe curate per i motivi più svariati. Si va da Spanky, ritrovato su una spiaggia della Florida in fin di vita e poi salvato per miracolo da un'indigestione di plastica, a Delta, una gigantesca testuggine di oltre 200 chili e nata oltre un secolo fa che è finita in cura dai veterinari del GSTC a causa di un amo conficcato nella gola. Infine, tra i “miracolati” figura il piccolo Charlie, sepolto nella sabbia quando era appena uscito dal suo uovo da una persona senza cuore e adesso in riabilitazione in una vaschetta riscaldata tutta per lui.

Il vecchio Delta respira fuori dall'acqua mentre porta a spasso i suoi duecento chili
Il vecchio Delta respira fuori dall'acqua mentre porta a spasso i suoi duecento chili

La struttura è suddivisa tra il nosocomio vero e proprio, dove i pazienti nuotano in grandi vasche d'acqua salata, nutriti e curati da veterinari e volontari, e l'area informativa nella quale si spiega la differenza tra le specie, quali sono le minacce principali per questi quattrozampe, cosa va fatto e non va fatto quando si incontra una testuggine su una spiaggia e desk interattivi con cui si spiega al pubblico ad esempio che le spiagge troppo illuminate inducono le madri ad abbandonare le covate, condannando a morte decine di piccoli.

C'è spazio pure per un approfondimento su come si sono evoluti questi rettili, sul comportamento da tenere quando si guida una barca a motore in aree dove loro nuotano, su quanto sia decisivo (o micidiale?) il ruolo dell'uomo nel futuro delle tartarughe, sull'importanza di non inquinare le coste lasciando rifiuti e detriti e, ovviamente, è sempre in evidenza l'opportunità di adottare uno o più degenti a distanza (e tra loro c'è pure Charlie) versando un contributo. L'entrata costa circa 7 franchi, il che è ben poco considerato quanto si scopre a Jekyll Island.

EnCa

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