L'altalena non è più la stessa

La "nuova filosofia" dei parchi giochi, come e perché stanno cambiando

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In legno, plastica o metallo, a dipendenza del luogo, in Ticino "a naso sono 600", dice Bruno Bernasconi, ex ispettore UPI che in questo campo offre consulenza. Sono i parchi giochi, che negli ultimi anni, da noi come altrove, stanno cambiando.

Venti anni fa l'allarme per le strutture obsolete: "L'80% non era norma. Oggi il 90% è sicuro e attrattivo" e i nuovi corrispondono almeno in parte alla "nuova filosofia".

 

Nuova filosofia? La parola d'ordine è "stimolare" la crescita: abilità che i bambini (dice uno studio del 1996) hanno perso nel tempo, socializzazione, sensi, autostima. Scompaiono giochi "vecchi" come giostra e bilzo balzo, si dà spazio a reti e pareti da arrampicata, percorsi di equilibrio, giochi con l'acqua.

 

Il concetto di parco inclusivo (accessibile ai disabili) si fa strada. Per la sicurezza, tema caldo, ci sono norme precise e "la cosa più importante è la pavimentazione". "Si vuole evitare l'infortunio grave", spiega Bernasconi, ma "scivolare, cadere, al limite rompersi un braccio" può capitare. Anche così si cresce. I bimbi però vanno sorvegliati, non tutti i giochi sono per tutte le età.

Stefano Pongan
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