Le volpi preferiscono la città

Incontrare una volpe in giardino o per le vie dei centri urbani non fa più notizia, ma... è pericoloso? Risponde il veterinario Luca Bacciarini

La volpe è il più noto e comune fra i carnivori selvatici presenti in Ticino, utilizza infatti tutti i tipi di habitat e le sue tane possono trovarsi ovunque: nei boschi, lungo le golene dei fiumi, negli anfratti rocciosi e, sempre più sovente, è possibile incontrarla nei giardini e per le vie di città e paesi.

Le siepi dei giardini non mi dispiacciono affatto...
Le siepi dei giardini non mi dispiacciono affatto... (keystone)

Parecchie città sono confrontate con un aumento esponenziale del predatore che trova nell’ambiente cittadino un’interessante riserva di caccia per il nutrimento, quando non trova già la pappa pronta messa a disposizione dall’uomo. Uno dei casi che maggiormente ha fatto discutere negli scorsi anni è quello della città di Londra, dove, parecchi esemplari di volpe si sono adeguate alla vita cittadina.

 

La presenza di volpi può però creare alcuni disagi e inconvenienti: dai sacchi della spazzatura rotti, a prati verdi con buchi, a aiuole rovinate, a oggetti (scarpe o altro) lasciati all’esterno e che spariscono. In generale la maggior parte dei problemi si verifica in primavera al momento dell’uscita dei piccoli dalle tane. Sono i giovani gli individui più curiosi e meno paurosi.

 

Dagli anni 80-90 del secolo scorso gli effettivi sono aumentati. Probabilmente per la scomparsa della rabbia, la mancanza di predatori naturali, la disponibilità di cibo, la capacità di adattamento.  “Durante i censimenti notturni di ungulati – spiega Federico Tettamanti biologo di formazione, collaboratore scientifico (responsabile caccia) dell’Ufficio cantonale caccia e pesca – abbiamo avvistato un numero maggiore anche di volpi rispetto al passato. In alcuni casi in bassa Vallemaggia sono stati contati 25 esemplari. Negli anni passati la media era di circa 10. Stesso scenario ad Arosio con 10 avvistamenti (di solito 4-5) o in Valle di Blenio con 9 esemplari avvistati (in media 5-6).

Salvata dall'acqua alta
Salvata dall'acqua alta (keystone)

Va detto, prosegue Tettamanti, che "l’abbondanza di cibo (soprattutto piccoli roditori che hanno avuto un aumento esponenziale nel 2017), la facilità di trovarne fa sì che l’animale si adegui molto facilmente all'ambiente urbano".

Prima di essere liberata nei boschi
Prima di essere liberata nei boschi (SPAB)

L'attività venatoria

Oggi la caccia alla volpe è ancora possibile in Ticino. L’animale è cacciabile durante il periodo della caccia alta che viene fissato annualmente nel regolamento sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici. Durante la caccia bassa dal 16 ottobre al 30 novembre, in caccia tardo autunnale dal 18 novembre al 17 dicembre solo in giorni specifici e nei periodi di caccia speciale (solo con autorizzazione cantonale e postazione fissa) dal 1° gennaio al 28 febbraio. Tra il 1° marzo e il 15 giugno la volpe non si può cacciare.

Le statistiche per numero di catture per anno e distretto
Le statistiche per numero di catture per anno e distretto (I dati del 2016 non sono disponibili)

La situazione sanitaria

Per quanto concerne la rabbia, la più pericolosa delle malattie che può colpire anche le volpi (le altre principali sono la rogna e l’echinoccoccosi, praticamente assente in Ticino) va segnalato che in Svizzera negli anni 80-90 si è svolta con successo una campagna di vaccinazione delle volpi, che consisteva nel distribuire esche contenenti il vaccino. In questo modo è stata eradicata la rabbia silvatica in Svizzera e dal 1998, la Confederazione è considerato un paese ufficialmente senza questa malattia. Per maggiori precisazioni si può guardare il video allegato nel quale il veterinario cantonale Luca Bacciarini fa il punto sulla situazione sanitaria in Ticino per quanto riguarda le volpi.

Swing

Info anche su www.fuchsratgeber.ch/i

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