(©Cristiano Tinazzi)

Loro, gli angeli bianchi

I volontari della Protezione Civile siriana, eroi e martiri di - e in - un paese che quasi non c'è più

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Siria. La guerra continua. Nessuno, però, sembra ricordarsene. Secondo una ricerca del Syrian Center for Policy Research, pubblicata lo scorso febbraio, dal 2011 al 2015 1,9 milioni di persone, l'11,5% della popolazione, è rimasta uccisa o ferita mentre l'aspettativa media di vita è scesa da 70 a 56 anni. Numeri che non smuovono però la Comunità Internazionale.

Così i siriani si devono arrangiare, abituati ormai, soprattutto quelli che vivono nelle aree controllate dall'opposizione, a non avere più accesso a ospedali, scuole e a servizi primari come acqua, riscaldamento o elettricità. Abituati anche a morire ogni giorno sotto i bombardamenti aerei. Tra i più temuti dispositivi di morte lanciati dal cielo ci sono le “barrel bomb”, bombe artigianali lanciate a caso sulle città dall'aviazione. Barili riempiti di esplosivo e ferraglia, come le bombarde di secoli addietro, che al contatto con il suolo esplodono lanciando migliaia di schegge arroventate per centinaia di metri. Per aiutare la popolazione, nel 2013 viene fondata la Protezione Civile siriana. Ma tutti li conoscono come gli Elmetti Bianchi.

Cristiano Tinazzi

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