L'oro, negli Stati Uniti, è verde

Oltre quarantamila laureati in coltivazione, gestione e vendita della cannabis - Giro d'affari nel 2017: 9,5 miliardi di dollari

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C'era una volta la corsa all'oro, il “Gold Rush”, l'avventuroso passaggio verso l'ovest degli Stati Uniti da parte di uomini e donne alla ricerca del metallo più prezioso. Oggi i letti dei fiumi di California e Colorado sembrano aver esaurito le riserve auree, ma un altro business comincia la sua strepitosa ascesa attirando le attenzioni e le speranze di nuovi pionieri: la marijuana. Di qui il titolo: "Green Rush".

Noi, in questo 20 aprile che è il "Cannabis day", ci concentriamo sugli Stati Uniti d'America dove, a livello federale, la cannabis è classificata come “Schedule I Drug”, ossia come sostanza “non legata a cure farmacologiche e dall'alto potenziale di abuso”. A livello dei singoli Stati però la marijuana sta conquistando sempre più terreno essendo oggi riconosciuta per scopi medicinali o ricreativi in decine di circoscrizioni dell'Unione.  Basti pensare che il giro d'affari della cannabis negli Stati Uniti è cresciuto del 37% nel 2017 attestandosi attorno a 9.5 miliardi di dollari. Una vera e propria “Green Rush”, una corsa all'oro verde.

L'università della marijuana

La canapa è una pianta erbacea a ciclo annuale. Germina in primavera e fiorisce in estate inoltrata, quando le ore di luce diminuiscono. Per un agricoltore esperto non si tratta di una coltura complicata. I problemi maggiori li hanno i cosiddetti “newcomers”: giovani neo-laureati che decidono di intraprendere il business della coltivazione della cannabis attirati dai grandi margini di guadagno.

 

Si calcola che dal 2016 al 2018 oltre 35.000 acri (circa 141.000 Km quadrati) di terreno siano stati riconvertiti a cannabis sottraendo spazio alle colture di mais e tabacco sopratutto nelle valli settentrionali della California.  Negli Stati Uniti esistono oltre 40 diversi istituti professionali che offrono corsi sulla coltivazione della cannabis. Vere e proprie aule scolastiche dove si passano in rassegna fertilizzanti, metodi di raccolto e sistemi di irrigazione. Inoltre, dal 2007 (quando la commercializzazione della cannabis era completamente illegale), i nuovi agricoltori hanno a disposizione anche i servizi offerti dall'università di Oaksterdam, ribattezzata  sin dalla sua apertura “l'università della marijuana”.

La cannabis e gli animali

Uno dei principi attivi contenuti nella pianta della canapa è il CBD o cannabidiolo. Si tratta di un metabolita della cannabis sativa che ha effetti rilassanti, anticonvulsivanti, antiossidanti, e antinfiammatori. Favorisce il sonno ed è distensivo contro ansia e panico. In molti dispensari americani i prodotti più richiesti sono proprio quelli a base di CBD. I consumatori sono attirati dal potere rilassante che non ha nulla a che fare con il THC, altro principio attivo della pianta, che invece provoca euforia e alterazione sensoriale. Si calcola che negli Stati Uniti il fatturato di prodotti a base di CBD, dagli infusi alle tinture, toccherà, nel 2020, la cifra record di 2.1 miliardi di dollari.

 

Nel 2010 un gruppo di veterinari californiani ha cominciato a prescrivere basse dosi di CBD a cani domestici con problemi di reumatismi o con tumori in atto. Il principio attivo aiutava gli animali a calmare il dolore e a ridare l'appetito perso durante la malattia.  Oggi la cannabis per cani è un vero e proprio mercato legalizzato con prodotti acquistabili direttamente on-line a poche decine di dollari.

Come dire che, in questo cannabis Day del 2019, siamo solo all'inizio di una nuova èra.

Riccardo Ferraris

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