Maracaibo, S. Francesco e il ponte

Storie parallele di due esercizi pubblici genovesi - uno aperto l'11 agosto 2018, l'altro attivo da 50 anni - che ora sono nella zona rossa

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A oltre sei mesi dal crollo del ponte Morandi a Genova, l'impatto sull'economia della città è pesante. L'Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro conferma che sono 422 i milioni di euro di danni richiesti dalle aziende coinvolte dall'evento.

Qualcuno non riaprirà più, mentre per altri sarà il tempo a dirlo. Tutto dipende da come sarà ripensato il quartiere una volta demoliti gli oltre 900 metri del viadotto rimasto in piedi. Già oggi l'area ha visto l'allontanamento forzato di quasi 600 persone. Uno svuotamento che incide sui consumi della zona. Ma gli effetti si sentono ben al di là dell'epicentro del crollo, investendo aziende a nord e a sud del ponte.

 

Tra i settori maggiormente colpiti c'è il commercio, a cui seguono l'industria e i trasporti. Entrare e uscire dal porto è diventato più difficile e costoso. Per attraversare Genova da Levante a Ponente il percorso si è allungato di circa 120 chilometri, poco meno in senso contrario. Ma a volte, per la crisi, bastano pochi metri.

Massimo Lauria

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