Quei giovani armati di libri

Sessant'anni fa Cuba dichiarava guerra all'analfabetismo. In un solo anno riuscì a sconfiggerlo, grazie alla mobilitazione di migliaia di studenti

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Sono ancora più di 700 milioni le persone al mondo che non sanno leggere né scrivere. E per la maggior parte si tratta di donne. Non sono rincuoranti le stime dell'Unesco, che dal 1965, ogni 8 di settembre, celebra la Giornata Internazionale dell'alfabetizzazione.

Quest'anno ricade il sessantesimo anniversario di una storica Campagna contro l'analfabetismo, che vide Cuba protagonista. Per un anno, oltre centomila giovani maestri raggiunsero le zone più remote dell'isola, armati di matita e abbecedario, per insegnare a leggere e scrivere a un milione di contadini cubani analfabeti. Erano le brigate Conrado Benitez, dal nome del primo ragazzo caduto sul campo. L'obiettivo venne raggiunto il 22 dicembre del 1961, quando Cuba venne dichiarata "territorio libero dall'analfabetismo".

Nel 1977, il film "El brigadista" ha immortalato quegli eventi, con Patricio Wood nei panni di uno dei maestri adolescenti.

Cuba ha proseguito il suo impegno nella lotta all'analfabetismo, lanciando nel 2001 il programma "Yo sí puedo", sviluppato dalla pedagogista Leonela Relys. Ad usufruirne, vari Paesi in via di sviluppo, ma anche alcune zone d'Europa, come le periferie di Siviglia.

Gilberto Mastromatteo

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