Una panoramica sull'oggetto in votazione
Una panoramica sull'oggetto in votazione (keystone)

Questione di territorio

Votazione federale del 10 febbraio: posizioni a confronto sull’iniziativa popolare contro la dispersione degli insediamenti

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È l’unico oggetto su cui saremo chiamati a pronunciarci, il prossimo 10 febbraio, per il primo appuntamento dell’anno con le votazioni federali. La campagna intorno al tema è ormai entrata nel vivo e sta facendo registrare un confronto di posizioni piuttosto serrato. L’iniziativa contro la dispersione degli insediamenti, promossa dai giovani ecologisti, punta ad un riassetto in profondità della pianificazione territoriale. Il testo, respinto sia dal Governo che dal Parlamento, è stato depositato alla fine del 2016 con più di 113’000 firme a sostegno.

Gli iniziativisti all'atto della consegna delle firme, nell'ottobre del 2016
Gli iniziativisti all'atto della consegna delle firme, nell'ottobre del 2016 (keystone)

Norme tese a contrastare una crescita disordinata delle costruzioni erano state approvate dal popolo tre anni prima: la revisione della legge sulla pianificazione del territorio (LPT), accolta in votazione popolare con quasi il 63% di "sì", impone la riduzione delle aree edificabili sovradimensionate e stabilisce che l'estensione delle zone edificabili debba soddisfare unicamente le necessità prevedibili per un periodo di 15 anni. Ai cantoni compete l'attuazione di queste disposizioni: i piani direttori disposti in questo senso da Ticino e Grigioni sono attualmente all'esame della Confederazione.

L'iniziativa popolare va però più in là. Chiede la creazione di condizioni quadro per forme abitative sostenibili, punta ad uno sviluppo degli insediamenti verso l'interno, ma prevede anche l'iscrizione nella Costituzione federale delle seguenti norme

"La delimitazione di nuove zone edificabili è ammessa soltanto se è tolta dalla zona edificabile un’altra superficie non impermeabilizzata di dimensioni almeno equivalenti e con un potenziale valore di reddito agricolo comparabile."

"Fuori della zona edificabile sono autorizzati esclusivamente edifici e impianti a ubicazione vincolata destinati all’agricoltura dipendente dal suolo o edifici a ubicazione vincolata d’interesse pubblico. La legge può prevedere eccezioni. Gli edifici esistenti sono protetti nella loro situazione di fatto e possono subire ampliamenti e cambiamenti di destinazione di lieve entità."

Il testo, in sostanza, punta a bloccare l'estensione delle aree edificabili ai livelli attuali e a tempo indeterminato. La sospensione dei cosiddetti "azzonamenti" (ossia delle destinazioni di terreno alle zone edificabili) rappresenta, per gli iniziativisti, lo strumento teso a impedire efficacemente la dispersione degli insediamenti e ad incentivare la densificazione delle aree edificabili verso l'interno.

Gli argomenti dei favorevoli

I promotori dell'iniziativa mettono in evidenza le esigenze di preservazione del suolo, risorsa non rinnovabile, come pure la necessità di contrastare la perdita di terreni ai danni dell'agricoltura e delle sue possibilità produttive. La LPT attualmente in vigore, a detta degli iniziativisti, ha introdotto sviluppi positivi ma presenta anche lacune che vanno colmate attraverso l'introduzione di regole più precise per contrastare la dispersione degli insediamenti. A tale fenomeno, sottolineano, sono da ricondurre anche incrementi del traffico e ulteriori costruzioni di strade che, a loro volta, determinano un eccessivo consumo del suolo.

La protezione delle aree verdi è al centro delle preoccupazioni degli iniziativisti
La protezione delle aree verdi è al centro delle preoccupazioni degli iniziativisti (keystone)

A detta degli iniziativisti, un'accettazione del testo non impedirebbe di continuare a edificare: le riserve nei comprensori esistenti, e nelle aree edificabili non ancora edificate, sono in ogni caso così ampie - sostengono - da assicurare spazi abitativi per tutti anche in avvenire. Le zone verdi, invece, risulteranno efficacemente tutelate, e a tutto beneficio delle generazioni future.

Il "no" del Consiglio federale e del Parlamento

L'impianto dell'iniziativa, respinta a larghissima maggioranza sia dal Consiglio nazionale che da quello degli Stati, viene definito dal Governo troppo rigido e tale da non considerare nè le diversità cantonali e regionali, nè le esigenze della popolazione e dell'economia. L'Esecutivo, quindi, evoca il rischio che i costi di abitazioni e affitti possano aumentare in quelle aree dove scarseggiano i sedimi edificabili. Intanto i cantoni, sottolinea il Consiglio federale, stanno già lavorando intensamente all'attuazione di misure dirette a impedire la dispersione degli insediamenti.

Per il Governo il fenomeno viene già contrastato con efficacia attraverso le norme in vigore
Per il Governo il fenomeno viene già contrastato con efficacia attraverso le norme in vigore (reuters)

Secondo il Governo, inoltre, un blocco delle aree edificabili mortificherebbe gli sforzi di quei cantoni e comuni che hanno già dato prova di impegno e accortezza in materia di gestione del suolo. Per il Consiglio federale, in conclusione, i cittadini, approvando nel 2013 la modifica della LPT, hanno già disposto misure più incisive contro la dispersione degli insediamenti.

Alex Ricordi

Speciale dispersione

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TG 20 di domenica 27.01.2019

 
 
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