Raccontami una storia! E la storia...

Persone che si raccontano come fossero libri ad altre persone che, per un attimo, le hanno prese in prestito per conoscerle ed ascoltarle

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Un gruppo di giovani danesi, nei primi anni 2000, ha ideato un metodo innovativo, quello della Human Library (biblioteca vivente), per sensibilizzare le persone alla marginalità sociale e quindi per lottare contro pregiudizi e stereotipi. La biblioteca vivente è un format che si è diffuso rapidamente a livello internazionale e che ripropone le dinamiche di una vera biblioteca, con dei bibliotecari e un catalogo costituito non da libri cartacei o digitali, ma da persone in carne ed ossa. I “libri umani”, generalmente rappresentati da persone appartenenti a delle minoranze, vengono prenotati e presi in prestito dai lettori ai quali raccontano la loro storia di vita e con i quali provano a promuovere un dialogo. 

I “libri viventi”, per narrarsi nel migliore dei modi, seguono un periodo di formazione che consente loro di centrarsi sul proprio vissuto e di esprimerlo al meglio in modo da coinvolgere ed emozionare il lettore.

Da alcuni anni, vari eventi di human library sono organizzati in Italia e all’estero dalla Fondazione Empatia Milano (FEM) in relazione a diversi temi: dalla salute mentale alla malattia oncologica, dal tema della marginalità a quello del bullismo. Di recente, nell’ambito del Progetto “Distinti ma non distanti” - promosso da Asia Onlus a Roma presso la Casa del Jazz - la FEM ha realizzato una Human Library sul tema dell’educazione alla cittadinanza globale.

Dario Lo Scalzo

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