Ritratti di una vita ristretta

L'illustratore Emiliano Ponzi ha raccontato la quotidianità di Milano ai tempi del coronavirus per il Washington Post

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Strade vuote, saracinesche abbassate, finestre illuminate e pochi, piccoli gesti quotidiani ancora permessi, come portare a spasso il cane. È la nuova quotidianità ai tempi del coronavirus in una città di 1,3 milioni di abitanti, abitualmente vivace e frenetica, come Milano. L’illustratore italiano, Emiliano Ponzi, ha raccontato con immagini e testi come è cambiata la vita durante la pandemia in una rubrica sul Washington Post. Un lavoro che ha permesso di anticipare al pubblico americano quella che presto sarebbe diventata in parte anche la loro realtà, come già successo in tanti altri Paesi, Svizzera compresa.

L’immagine dei Navigli con i lampioni che illuminano le vie deserte accomuna ormai tutte le nostre città, diventate fantasma durante una "guerra" contro un nemico invisibile, per questo più difficile da comprendere e rappresentare. In strada non ci sono gli elementi del pericolo, come case distrutte o macerie, ma soltanto una desolazione mai sperimentata prima nella nostra epoca. Eppure, è proprio in questo scenario che i tratti umani emergono con più forza: il bisogno di vicinanza, la solidarietà.

Anche per questo, assieme a un gruppo di artisti, Ponzi ha lanciato un progetto intitolato “Covid Uncovered” che fa capo al centro "Spazio Fuori Luogo": gli schizzi e le opere dedicati al tema del coronavirus verranno messi all’asta fino al 3 aprile. Il ricavato andrà alla Croce rossa italiana. “In un momento di grande incertezza come questo è possibile lanciare un messaggio di speranza, pur restando a casa propria”, spiega Ponzi. L’invito è che un’iniziativa simile possa essere seguita anche da altri artisti in altri Paesi, declinando l’hashtag #artists_vs_covid19_Italy.

Elena Boromeo
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