Scrigni per la biodiversità urbana

Le semiteche, luoghi di scambio di semi biologici autoprodotti, si stanno diffondendo anche in Ticino

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La prima semiteca ticinese è nata a Locarno durante la pandemia di Covid-19, su iniziativa di Stephanie Rauer, per ovviare all’impossibilità di scambiarsi i semi nei consueti appuntamenti organizzati da Lortobio e Pro Specie Rara, a causa delle restrizioni imposte per contenere la diffusione del virus.

L’idea di base è molto semplice: un armadio dove chi vuole può lasciare liberamente semi biologici autoprodotti e prendere quelli lasciati da altri. Con questa iniziativa si intende richiamare l’attenzione sull’importanza della coltivazione di specie autoctone e sulla sovranità alimentare, ma anche lanciare un messaggio sulla solidarietà, la resilienza della rete sociale e soprattutto incoraggiare la biodiversità in ambito urbano.

“Per noi è fondamentale che le persone possano sperimentare e far crescere le loro piante. Anche chi non ha un orto può far crescere una qualche erbetta sul davanzale della finestra. Molte delle spezie che si vendono nei supermercati sono importate da lontano, quando potrebbero crescere anche qui”, afferma Luana Kautz, responsabile della semiteca di Locarno, che lancia un appello a chiunque voglia aprire uno spazio simile nella regione Tre Valli, l’unica del cantone a non avere ancora in progetto un luogo per lo scambio di semi.

Maggiori informazioni possono essere trovate sulla pagina Insagram della semiteca.

Yara Rossi
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