(©Daniele Compatangelo)

Vita negli oceani alieni

Grazie anche a Florian Kehl, la NASA pensa d'inviare un laboratorio spaziale sulle lune di Giove e Saturno per analizzare le loro acque

Laureato in fisica con specializzazione in nanoscenza, Florian Kehl è un giovane ingegnere svizzero che lavora al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California ed insieme ad un gruppo di ricercatori ha realizzato il Chemical Lap Top, il primo laboratorio spaziale per l'analisi di liquidi realizzato dalla NASA. "Questo laboratorio altamente autonomo - ci  spiega - sarà in grado analizzare direttamente sul posto l'acqua che abbiamo trovato su Europa e Encelado e in particolar modo se le forme di vita presenti si siano evolute in qualche modo."

La NASA non ha ancora ufficializzato la notizia, ma nel 2020 dovrebbe lanciare una nuova sonda supersonica che nel giro di due anni e mezzo - ad ora sono sette - porterà questo laboratorio mobile su Europa, luna di Giove e Encelado, luna di Saturno. Recentemente, su questi pianeti, la sonda Cassini ha scoperto oceani dieci volte più grandi di quelli terrestri.

Florian Kehl ci racconta che Europa è la luna più interessante, in quanto grazie ai suoi poli e ai movimenti del suo nucleo, gli scienziati sono giunti alla conclusione che dovrebbe esistere qualche forma di vita probiotica. "Questa missione sarà molto complicata – aggiunge Kehl - perché questo laboratorio spaziale dovrà lavorare autonomamente sui pianeti alieni, senza personale sul posto, forandone il ghiaccio e prelevandone l'acqua per analisi.  Contiamo di trovare tracce di forme di vita e, cosa più importante, forme di vita che non conosciamo ancora". Il procedimento di analisi funziona come una macchina per caffè che con acqua molto calda ne estrae il contenuto. Questa missione cercherà la presenza di amminoacidi e di acido carbosilico che sono alla base della vita, noi stessi ne siamo fatti, come anche le proteine. Durante la nostra intervista l'ing. Kehl ha pure evidenziato il fatto del problema della contaminazione terrestre in questi mondi alieni e delle accortezze che la NASA prenderà, per evitare di sterminare involontariamente le forme di vita non intelligenti che troverà.

Daniele Compatangelo

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