Yakouba che ferma il deserto

Un'antica tecnica - la zai - gli ha permesso di ridare vita a circa 40 ettari di terra e su quel suolo, oggi, c'è una foresta rigogliosa

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La situazione geografica del Burkina Faso lo rende particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici. Incastonato nel cuore del Sahel, la terra degli uomini integri soffre condizioni estreme e in aggravamento. L’economia di questo Paese, in gran parte rurale, si basa principalmente su agricoltura e allevamento. Ad oggi circa 2,5 milioni di persone vivono nell’insicurezza alimentare, ma il numero nel prossimo futuro è destinato inevitabilmente a crescere.

La desertificazione, problema centrale
La desertificazione, problema centrale (©Marco Simoncelli)
Dalle piante frescura e cibo
Dalle piante frescura e cibo (©Marco Simoncelli)

Il contadino burkinabé Yakouba Sawadogo da circa 47 anni lotta contro la desertificazione. La sua missione è arrestare l’avanzata del deserto che ogni anno sottrae fino a 360mila ettari di terra a colture e pascoli. Una crisi senza precedenti e globale, delineata dai dati rilasciati nel 2017 dal UNCCD, la Convenzione delle Nazioni Unite per combattere la desertificazione. Entro il 2030 si prevedono 135 milioni di profughi climatici dovuti alla desertificazione dei terreni. Di questi, 60 milioni sono destinati a spostarsi dall’Africa Sub-Sahariana al Nord Africa e all’Europa.

Attraverso un’antica tecnica, la zai, che migliora la qualità del suolo, Sawadogo, nel 2018 insignito del premio The Right Livelihood Award (conosciuto come premio Nobel alternativo), è riuscito a ridare vita a circa 40 ettari di terra. Oggi su quel suolo cresce una foresta che contiene 96 specie di alberi e 66 di erbe.

La foresta di Yakouba
La foresta di Yakouba (©Marco Simoncelli)

Davide Lemmi - Marco Simoncelli

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