Ignazio Cassis alla COP27

TG 20 di lunedì 07.11.2022

Ignazio Cassis durante il vertice mondiale della COP27 al quale ha preso parte un centinaio di capi di Stato e di governo (Keystone)

"I Paesi industrializzati devono fare di più"

Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis alla COP27 ha sottolineato l'importanza di mantenere l'obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi

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Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis, intervenendo lunedì al vertice mondiale della conferenza sul clima in corso a Sharm el Sheikh, ha chiesto maggiori sforzi da parte dei Paesi del G20 per ridurre le loro emissioni di gas serra. "La COP27 non può essere la conferenza in cui si perde di vista l'obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi.

Anzi: la COP27 deve rafforzare questo obiettivo!", ha dichiarato rivolto alla platea del summit del più affollato dei vertici delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici finora tenutisi dalla prima edizione del 1995 a Berlino (le persone accreditate in Egitto sono oltre 40'000 tra membri di governo, diplomatici, scienziati, imprenditori, rappresentanti di ONG e dei media). "Possiamo limitare il cambiamento climatico, se vogliamo", ha detto, citato in un comunicato del DFAE.

SEIDISERA del 07.11.2022: La Conferenza mondiale sul clima
SEIDISERA del 07.11.2022: La Conferenza mondiale sul clima
 

L'obiettivo stabilito nell'accordo di Parigi siglato a fine 2015, ha sottolineato Ignazio Cassis, non potrà essere raggiunto senza un rafforzamento degli sforzi dei Paesi più industrializzati che causano l'80% delle emissioni. I più poveri e vulnerabili, che contribuiscono meno alle emissioni, sono quelli che soffriranno di più, ha affermato. "Non possiamo accettare queste conseguenze", ha sottolineato.

Il titolare del Dipartimento degli affari esteri ha anche ricordato che durante la COP di Glasgow le nazioni si erano, per la prima volta, impegnate a eliminare i sussidi ai combustibili fossili. Ora, per il presidente della Confederazione, si tratta di fare il passo successivo chiedendo a ciascun Governo "di presentare un calendario concreto per il disinvestimento dai combustibili fossili".

La Svizzera mantiene i suoi obiettivi

Da parte sua, ha proseguito il ticinese, la Svizzera, nonostante la crisi energetica in corso, mantiene gli obiettivi prefissati, ossia dimezzare le proprie emissioni di gas serra entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica al più tardi entro il 2050. Ignazio Cassis ha anche annunciato che la Confederazione parteciperà al finanziamento globale della politica climatica.

Dalla tribuna ha annunciato una serie di contributi aggiuntivi da parte elvetica. Sono previsti, previa approvazione del Parlamento, 155 milioni di franchi al Global Environment Facility, 12 al Fondo speciale per i cambiamenti climatici, 16 al Fondo per i paesi meno sviluppati nei prossimi quattro anni, 4 milioni all'iniziativa CREWS per lo sviluppo di sistemi di allerta precoce per tutti e otto milioni di al programma di finanziamento e di assicurazione contro il rischio di catastrofi della Banca Mondiale.

Incontri bilaterali

 

A margine della Conferenza, il presidente della Confederazione ha firmato un accordo bilaterale sul clima con Leila Benali, la ministra della Transizione energetica e dello Sviluppo sostenibile del Marocco. In Egitto Ignazio Cassis si è intrattenuto con, tra gli altri, la premier italiana Giorgia Meloni, il primo ministro del Regno Unito Rishi Sunak, il nuovo premier svedese Ulf Kristersson, il presidente della Slovenia Borut Pahor, il presidente rumeno Klaus Iohannis, il primo ministro dell'Autorità palestinese Mohammad Shtayyeh e il presidente israeliano Isaac Herzog.

Diem/ATS
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