Sarà l’inchiesta in corso a chiarire le cause esatte di quanto successo mercoledì mattina a Engelberg, dove una cabina de un impianto di risalita si è staccata e si è ribaltata più volte lungo il pendio innevato. All’interno si trovava solamente una donna di 61 anni, che è deceduta.
Il Telegiornale della RSI ha intervistato chi da 50 anni lavora e conosce il settore degli impianti di risalita, l’ingegnere Reto Canale. Non conosce le cause esatte di quanto accaduto, ma può aiutarci a capire quali siano quelle possibili.
“Ci sono due possibilità: o è stato un errore umano o un guasto tecnico. Potrebbe darsi che il personale non abbia controllato sufficientemente bene la forza di “ammorsamento”. Potrebbe però anche essere un problema del materiale o l’inceppamento della cabina con un corpo estraneo. Per esempio con una piattaforma di manutenzione”, spiega l’esperto. “In presenza di raffiche di vento estreme e di conseguenti oscillamenti della cabina, potrebbe darsi che, su determinati impianti, la cabina rimanga agganciata a una di queste piattaforme. A quel punto, la fune - forse - può venire strappata via dalla morsa”.
“Il vento può essere un elemento importante. Potrebbe essere una concausa di questo incidente. In generale - spiega Canale - ci sono dei valori limite. I limiti del vento vengono adattati ai vari impianti. In generale i 40 e i 60 chilometri orari sono i limiti tipici”.
In ogni caso, anche per Canale si tratta di un evento straordinario. “Se consideriamo le statistiche, gli incidenti di impianti di risalita sono estremamente rari. Per me è una situazione molto insolita. Sono curioso di vedere i risultati dell’inchiesta”.



