Turismo della benzina, la polemica s'infiamma a Ginevra

L'affondo del senatore transalpino Hervé: "dobbiamo aiutare i francesi che ne hanno bisogno"; la replica del consigliere di Stato Poggia: "da lui mi aspettavo più comprensione"

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Da quando il governo francese ha introdotto una sovvenzione sul prezzo della benzina a Ginevra è tornato in auge il turismo del carburante. La situazione fa infuriare il senatore dell’Alta Savoia Loïc Hervé.

“Dobbiamo aiutare i francesi che ne hanno bisogno, i francesi che lavorano - dichiara alla RSI -. E non i ricchi, o i turisti stranieri, o gli amici svizzeri”. La polemica è destinata a durare: la Francia ha infatti annunciato che i sussidi passeranno da 18 a 30 centesimi al litro il mese prossimo.

Per il consigliere di Stato ginevrino Mauro Poggia invece lo svizzero che va a fare benzina oltre confine non ruba nulla allo Stato francese. “Lo Stato francese guadagna un po’ meno di quello che ha guadagnato negli anni passati quando i francesi venivano a fare il pieno in Svizzera perché le tasse oltrefrontiera erano inferiori”.

Secondo Poggia quanto sta succedendo fa semplicemente parte di quei privilegi che i cittadini di uno Stato o dell’altro hanno in una zona di frontiera. “Lo vediamo in tutti i campi, anche per i prodotti di consumo, quando i ginevrini vanno a fare le spese dall’altra parte della frontiera. Purtroppo è una realtà, si può fare tutto quello che si vuole perché i prezzi sono diversi. Come i salari che sono più alti qua a ginevra e quindi fanno venire lavoratori da tutta l’Europa”

Per Poggia l’unica cosa sorprendente è che queste esternazioni giungano da un senatore dell’Alta Savoia, che quindi sa quello che si sta facendo per creare la “Grande Ginevra”. “Da parte sua mi aspettavo un po’ più di comprensione”.

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