Al sondaggio hanno preso parte più di 12'000 cittadini (Ti-Press)

Verso un sì alla riforma dell'AVS

Votazioni del 25 settembre: maggioranza risicata per l'iniziativa contro l'allevamento intensivo e molti indecisi sull'imposta preventiva, secondo il primo sondaggio SSR

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Un sì convinto alla riforma sull’AVS, l’iniziativa contro l’allevamento intensivo approvata di misura e una maggioranza relativa favorevole alla modifica della legge sull’imposta preventiva. Sono queste le tendenze emerse dal primo sondaggio SSR sui temi delle votazioni federali del 25 settembre.

Il quadro riassuntivo delle tendenze sugli oggetti in votazione
Il quadro riassuntivo delle tendenze sugli oggetti in votazione (RSI/gfs.bern)

Maggioranza risicata contro l’allevamento intensivo

Il primo oggetto su cui i cittadini saranno chiamati a pronunciarsi è l’iniziativa popolare contro l’allevamento intensivo in Svizzera. Il testo prevede un’aggiunta all'articolo 80 sulla protezione degli animali della Costituzione federale, in modo da vietare l'allevamento industriale, con le importazioni che sarebbero sottoposte agli stessi criteri.

L’iniziativa divide la popolazione a livello nazionale, con il 51% degli interpellati che intende approvarla e il 46% che si è dichiarato contrario, con solo un 3% di indecisi. Nella Svizzera italiana il testo raccoglie invece un deciso sostegno, con il 61% di favorevoli. Come prevedibile si registra un netto divario nelle intenzioni di voto tra città e campagna, con il sostegno al 57% nelle regioni urbane e al 40% in quelle rurali.

Maggioranza di misura a livello nazionale, più netta nella Svizzera italiana
Maggioranza di misura a livello nazionale, più netta nella Svizzera italiana (RSI/gfs.bern)

Facendo un confronto con l’ultima iniziativa in tema agricolo, quella per il divieto di pesticidi, emerge però che anche questa godeva di una maggioranza di sostegni nel primo sondaggio, ma alle urne era poi stata bocciata. Il livello di formazione delle opinioni risultava inoltre simile a quello rilevato per l’allevamento intensivo. Ci si può quindi attendere un aumento dei contrari con l’avanzare della campagna in vista del voto.

Netto sostegno alla riforma sull’AVS

La riforma dell’AVS comprende due oggetti in votazione e se uno dovesse essere respinto l’intero progetto fallirebbe. Un’eventualità che sembra però remota, secondi i risultati del primo sondaggio.

La prima norma sottoposta al voto legata al tema riguarda il finanziamento dell’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti tramite un aumento dell’IVA, che passerebbe dal 2,5 al 2,6% per l’aliquota ridotta e dal 7,7 all’8,1% per quella normale.

Il sostegno è netto a livello federale, con il 65% di sì, e anche nella Svizzera italiana, con il 63% di intenzioni di voto favorevoli. L’appoggio al testo è piuttosto stabile in tutte le categorie dell’elettorato. L’unica tendenza chiara che emerge è un aumento del sostegno con il crescere dell’età.

Il sostegno nella Svizzera italiana è meno deciso che a livello federale
Il sostegno nella Svizzera italiana è meno deciso che a livello federale (RSI/gfs.bern)

Il secondo oggetto legato alla riforma è la revisione della legge sull’AVS, che prevede un aumento dell’età pensionabile delle donne da 64 a 65 anni.

Una revisione che raccoglie un appoggio leggermente più basso a livello nazionale, con il 64% dei partecipanti al sondaggio che si dichiara favorevole. In questo caso c’è una netta differenza nella Svizzera italiana, dove il sostegno di ferma al 50%. Anche in questo caso il supporto più netto si registra tra i cittadini oltre i 65 anni di età. Emerge anche una notevole differenza tra uomini, con un 74% di sì, e donne, che sono comunque in maggioranza favorevoli, al 52%. L’unica categoria con una prevalenza di contrari sono i sostenitori del Partito socialista, con un 51% che respingerebbe il testo.

L'aumento dell'età pensionabile delle donne raccoglie meno consensi nella Svizzera italiana
L'aumento dell'età pensionabile delle donne raccoglie meno consensi nella Svizzera italiana (RSI/gfs.bern)

Su entrambi i testi si registra un numero ridotto di indecisi e il 60% degli interpellati ha già delle intenzioni di voto chiare. Sono però ancora possibili dei cambiamenti, visto che siamo all’inizio del processo di formazione delle opinioni.

Molti indecisi sull’imposta preventiva

L’ultimo tema in votazione riguarda l’abolizione dell’imposta preventiva sugli interessi delle obbligazioni emesse in Svizzera, voluta dal Consiglio federale per sostenere la piazza finanziaria elvetica.

Il tema a livello nazionale raccoglie una maggioranza relativa favorevole, con il 49% di sì e il 35% di no, ma con un importante numero di indecisi, il 16%. La proporzione di chi non ha ancora deciso come votare è ancora più alta nella Svizzera italiana: il 28% di chi ha partecipato al sondaggio si è detto indeciso, mentre il 44% sostiene l’abolizione e il 28% vi si oppone. I sostenitori del fronte rosso-verde, che ha lanciato il referendum contro l’abolizione, sono gli unici con una maggioranza di contrari.

Non sono molti i partecipanti al sondaggio ad avere già delle intenzioni di voto chiare
Non sono molti i partecipanti al sondaggio ad avere già delle intenzioni di voto chiare (RSI/gfs.bern)

Come suggeriscono questi dati, il livello di formazione di opinioni sull’imposta preventiva è ancora basso, in particolare nella Svizzera italiana e francese, e si prevedono dei cambiamenti delle intenzioni di voto nel corso della campagna.

Partecipazione nella media

Il sondaggio ha rilevato che circa il 45% degli aventi diritto ha intenzione di partecipare al voto del 25 settembre. Un dato praticamente in linea con la media registrata tra il 2011 e il 2020, che si situa al 46%.

Il sondaggio di gfs.bern

I risultati del sondaggio, effettuato fra il 29 luglio e il 15 agosto, sono stati elaborati sulla scorta delle risposte pervenute attraverso interviste telefoniche e sulle pagine appositamente allestite sui portali d'informazione della SSR. Vi hanno partecipato 9’597 persone della Svizzera tedesca, 2’035 dalla Svizzera francese e 383 dalla Svizzera italiana. Il margine d'errore statistico, per eccesso o per difetto, è stimato a 2,8 punti percentuali.

sf
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