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Covid, "la situazione in Ticino è cambiata"

Tendenza all’aumento per casi e ospedalizzazioni – Il booster, sottolineano le autorità, servirà anche a ridurre i contagi

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La situazione in Ticino per quanto riguarda i nuovi casi di Covid-19 e le ospedalizzazioni è cambiata e non in meglio; il “booster” servirà anche a ridurre i contagi: parola del medico cantonale Giorgio Merlani e del farmacista cantonale Giovan Maria Zanini, che giovedì durante una conferenza stampa a Bellinzona hanno fatto il punto sulla situazione epidemiologica e l’andamento della campagna vaccinale.

 

I contagi ora arrivano dal Centro e dall’Est Europa, non dall’Italia, ha sottolineato Merlani, “Paesi nei quali i tassi di vaccinazione sono più bassi”. In Ticino tuttavia l’incidenza è circa la metà che in altre regioni della Svizzera, dove inoltre ci sono meno vaccinati, “ma è solo una questione di tempo: abbiamo un certo vantaggio ma che non deve essere sprecato”, ha aggiunto il medico cantonale.

 

In ospedale non vaccinati giovani e vaccinati anziani

Anche per quanto riguarda le ospedalizzazioni, la curva sta salendo ha affermato Merlani, che si è anche soffermato sulla casistica dei ricoveri, spiegando che nei nosocomi svizzeri ci sono attualmente pazienti giovani con decorsi gravi di Covid-19 e che si tratta di pazienti non vaccinati. Ci sono però anche pazienti vaccinati, che “hanno decorsi meno tipici, meno gravi” e che sono soprattutto anziani. Sono infatti stati vaccinati per primi “e si è visto che con il passare del tempo queste persone tendono a perdere un po’ di difese immunitarie. Sono persone anziane e fragili che necessitano di cure ospedaliere”.

Questo non significa che il vaccino non funzioni, anzi, ribadisce il medico cantonale: essendo la grande maggioranza delle persone vaccinate è infatti normale che vi siano degli ospedalizzati anche fra chi ha un percorso vaccinale completo e inoltre si tratta appunto per la grande maggioranza di anziani.

Detto ciò, il medico cantonale ha però sottolineato l’importanza di sottoporsi a vaccinazione di richiamo per chi ha oltre 65 anni.

 

"Il booster serve anche a ridurre i contagi"

Il tema del cosiddetto “booster” è stato quindi spiegato dal farmacista cantonale Giovan Maria Zanini, che ha sottolineato come la “terza dose” serva anche a ridurre i contagi.

“La vaccinazione di richiamo era finora raccomandata per gli “over” 65; ma l’evoluzione dell’epidemia ci obbliga a evolvere; la dose di richiamo ora è indicata per tutti perché anche se la protezione contro decorsi gravi tra i più giovani resta alta, dopo sei mesi la protezione contro decorsi lievi scende di molto. Queste persone possono quindi ammalarsi in modo lieve ma se si ammalano possono contagiare più facilmente gli altri; grazie al booster invece la protezione contro i decorsi lievi ritorna a oltre il 90%. Accedere al booster significa quindi dare un contributo per affrontare l’epidemia: significa ridurre la possibilità di contagio sul territorio, cosa importante visto che il virus ha ripreso a circolare”, ha spiegato Zanini.

Attualmente, tuttavia, non tutti possono accedere alla somministrazione di richiamo, ma solo gli “over” 65. “Ci attendiamo però che le raccomandazioni della Confederazione vengano estese ad almeno tre categorie di persone”, ha spiegato Zanini, ovvero: i malati a rischio con meno di 65 anni, coloro che assistono persone a rischio e il personale sanitario. Inoltre, “nell’aria c’è anche il booster per tutti”, ha anticipato il farmacista cantonale, ribadendo che l’omologazione di Swissmedic alla “terza dose” non sia un via libera definito e che le direttive devono invece arrivare da Berna.

Ok di Swissmedic alla dose di richiamo

Ok di Swissmedic alla dose di richiamo

TG 12:30 di martedì 23.11.2021

 

Livello d'allerta innalzato

In generale, la situazione attuale per le autorità sanitarie cantonali non rende immediatamente necessarie nuove misure, ma è importante applicare scrupolosamente le misure di protezione personale utilizzando la mascherina, rispettando la distanza fisica, curando l’igiene delle mani, sottoponendosi al test al minimo sintomo e vaccinandosi. Alle persone con 65 o più anni, che hanno ricevuto la vaccinazione di base da più di 6 mesi, è fortemente raccomandato di annunciarsi per la dose di richiamo. Il livello di allerta è stato quindi innalzato, tramite la modifica dal blu all’arancione della campagna “Distanti ma vicini”.

Berna non introdurrà nuove restrizioni

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TG 20 di mercoledì 24.11.2021

 
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