La Lega analizza la sconfitta (tipress)

Dentro la crisi della Lega

Nervosismo in Via Monte Boglia dopo la sconfitta. Foletti: "Il sistema dei colonnelli va rivisto". Borradori: "Occorre un coordinatore". Caverzasio: "Il malessere non si può negare"

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Un coordinatore e la fine dell'era dei colonnelli. È una delle soluzioni auspicate da alcune personalità della Lega che domenica ha perso il seggio di Roberta Pantani al Nazionale ed è arrivata lontana dai primi nella corsa agli Stati con Battista Ghiggia. La crisi era emersa già alle elezioni cantonali di aprile, ma oggi sembra lungi dall'essere risolta.

Ieri, verso sera, oltre alla delusione, in Via Monte Boglia traspariva anche un certo nervosismo. E Battista Ghiggia non ha esitato a parlare di sotterfugi orchestrati dentro la Lega, rea di avergli remato contro, incolpando per questo Boris Bignasca.

Oggi il figlio del fondatore della Lega non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Ma cosa sta succedendo nel movimento del Nano? Abbiamo girato la domanda al capogruppo in Gran Consiglio Michele Foletti. "Manca un coordinatore, una persona unica di riferimento, riconosciuta. E il sistema dei colonnelli va sicuramente rivisto", spiega. "Dopo le elezioni cantonali abbiamo fatto delle riflessioni. Ora è indispensabile sedersi, chiarirsi e fare delle proposte operative da mettere rapidamente in pratica", conclude.

"Occorre un coordinatore, un punto di riferimento, qualcuno che ci metta la faccia", gli fa eco il sindaco di Lugano Marco Borradori. Dei Bignasca? "Guardiamo tutti con molto affetto, amicizia e rispetto alla famiglia Bignasca. Se possano o meno costituire un collante? Non lo escludo. E si potrebbe auspicare che riescano a ridiventarlo. In questo momento non riesco però ad intravedere in loro quell'elemento forte necessario. Un po' per questioni caratteriali. E un po' forse per la mancanza di presa di coscienza di poterlo essere", conclude Borradori.

In piena campagna, Boris Bignasca ha esortato il movimento a tornare al suo spirito più autentico, più barricadero e vicino alla gente. E Battista Ghiggia ieri ha indicato questo episodio come uno dei fattori del suo risultato negativo. "Boris secondo me ha fatto una riflessione su un malessere che si sente e che non si può negare. Ci sta. E ha tutto il diritto di dirlo. Da qui a pensare che questa uscita possa affossare il risultato di un candidato, di acqua sotto i ponti, ce ne corre", afferma infine il vicepresidente del Gran Consiglio Daniele Caverzasio. "Ora dobbiamo fare autocritica e tornare a parlare alla gente. Anche alla pancia della gente", conclude.

CSI/joe.p.

La crisi della Lega

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Il Quotidiano di lunedì 21.10.2019

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