“Ne discuteremo oggi in Commissione ma è facile ipotizzare che possano essere adottate a breve modifiche analoghe a quelle che hanno già fatto altri cantoni. Verrà emanato un divieto esplicito di utilizzare materiale pirotecnico in locali chiusi e per regolamento verranno fissati controlli più frequenti delle norme antincendio rispetto a quanto previsto oggi, verrà modificato il sistema sanzionatorio, con sanzioni più incisive in caso di contravvenzione alle norme antincendio”. Così Claudio Zali, consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento del territorio (DT) durante la conferenza stampa sulla sicurezza antincendio in Ticino di venerdì a Bellinzona.
“Ai controlli che già svolge la polizia verrà affiancato un esperto antincendio. Verranno anche intensificati i controlli volti a verificare il rispetto del numero massimo di avventori in determinati locali”. Si interverrà anche – ha detto Zali – sulla “sensibilizzazione della comunicazione con tutti gli attori del territorio che presentano questo rischio di potenziale incendio. Aggiorneremo un vademecum da trasmettere a tutti gli esercizi pubblici e agli affittacamere, un altro settore sensibile. Lavoreremo inoltre per intensificare il coordinamento tra polizie e responsabili di grandi eventi, come il carnevale. Valuteremo le strategie disponibili per altri luoghi sensibili di uso pubblico come ospedali, scuole, case per anziani e vari istituti”. Il Governo, ha detto Zali, ha deciso di stanziare inoltre mezzo milione di franchi per potenziare le capacità di intervento.
Il ricordo della tragedia di Crans-Montana
La conferenza stampa si è aperta con un ricordo della tragedia di Crans-Montana. “Questo momento di informazione si apre innanzitutto con la doverosa testimonianza della grande commozione, del cordoglio, del più profondo rispetto per la perdita di giovani vite e per l’immane sofferenza, fisica e morale, che ha colpito tutte le vittime e le loro famiglie”, ha detto Zali. “E per quanto il tempo possa lenire le ferite di ogni genere, tutti noi siamo consapevoli del fatto che i tragici fatti del primo gennaio lasceranno tracce indelebili. E proprio nel segno del rispetto dovuto alle vittime e ai loro famigliari verso di loro è compito dell’autorità, oltre che legittima aspettativa di tutti, avviare una procedura di ripensamento e di miglioramento di quanto in essere oggi per, nella misura del possibile, evitare che nel futuro una concatenazione di circostanze negative possa portare a nuove tragedie”, ha detto Zali.
Cosa prescrive la legge sulla protezione antincendio del 2024
Fabio Della Casa, membro della Commissione cantonale per la protezione antincendio (CCPA) in rappresentanza della Conferenza delle Associazioni Tecniche del Cantone Ticino (CAT), ha poi spiegato che “in Ticino, dal 2024 è entrata in vigore la nuova legge sulla protezione antincendio e il relativo regolamento. Questo non vuol dire che negli anni precedenti non c’era nulla - ha sottolineato - solo che prima era integrata nella legge edilizia”. “Abbiamo ora una nuova legge mirata sulla protezione antincendio in Ticino e come novità ha introdotto l’obbligo di controlli periodici a scadenza regolare, che possono variare da 2 a 5 a 10 anni, a dipendenza della struttura dell’edificio, della destinazione di utilizzo e in base alla sua altezza”. “Un ruolo importante è quello della garanzia della qualità nella protezione antincendio. Un ruolo importante è quella dell’esperto, che deve garantire durante la fase di progettazione, dell’appalto e realizzazione che tutte le misure antincendio siano state implementate in un concetto elaborato con la domanda di costruzione. Alla fine dovrà rilasciare un certificato di collaudo che permette l’abitabilità della costruzione. A livello cantonale questa procedura funziona molto bene. Evidentemente rimangono difficili da controllare gli edifici esistenti prima dell’entrata in vigore della nuova legge, per questo il Municipio può richiedere una valutazione del rischio residuo per gli edifici esistenti. Molti Comuni lo hanno già fatto, altri lo dovranno fare. Vi è poi la figura del tecnico riconosciuto antincendio che ha il compito di verificare che il garante della qualità abbia consegnato tutti i documenti, che devono essere rintracciabili, plausibili e completi”.
In Ticino 897 controlli nel 2025
Bernadette Rüegsegger, Capo dei Servizi Generali della Polizia cantonale (DI), ha spiegato che “sul territorio ticinese ci sono 2’381 esercizi pubblici, di cui 32 locali notturni, 9 locali erotici, 815 esercizi con alloggio e 1’525 esercizi di ristorazione. Nel 2025 sono stati fatti un totale di 897 controlli; come Servizio autorizzazione commercio giochi, con tre ispettori, abbiamo effettuato 536 controlli, la gendarmeria della polizia cantonale 125 e le polizie comunali 236. Ci sono anche i permessi speciali rilasciati dai Municipi per i carnevali, Moon and Stars, film festival e manifestazioni: che sono altri 2’000 all’anno”.
Anche il Giura vieta fuochi d’artificio nei locali
Dopo la tragedia di Crans-Montana (VS), anche il Consiglio di Stato del Canton Giura ha deciso di vietare l’uso di articoli pirotecnici all’interno degli esercizi pubblici. Segue in tal modo Vaud, Vallese e Ginevra e si affianca al Ticino, il cui Governo ha reso noto oggi di voler intervenire in modo analogo.

Chi si assumerà i costi della tragedia?
Telegiornale 15.01.2026, 20:00

Crans-Montana, l'inchiesta continua
Telegiornale 15.01.2026, 20:00










