Ticino, 13'000 sanitari hanno ricevuto il preparato anti-Covid (Ti-Press)

Sanitari, vaccinazione non obbligatoria

In Ticino il 70% è immunizzato - Paolo Bianchi: "Il sistema svizzero è basato su una campagna di sensibilizzazione, ma mai sull'imposizione"

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Il 70% del personale sanitario, in Ticino, ha detto di sì alla vaccinazione. Le persone già immunizzate in questo settore sono ad oggi 13'000 su un totale di 18'000. Una percentuale che soddisfa le autorità sanitarie cantonali che escludono quindi la possibilità di rendere obbligatorio il vaccino per questa particolare categoria di lavoratori.

"Il sistema svizzero è basato su una campagna di informazioni e sensibilizzazione, ma mai sull'imposizione - spiega ai microfoni della RSI Paolo Bianchi, direttore della divisione della salute pubblica del Canton Ticino - riteniamo che il tasso del 70% corrisponda a quello che auspichiamo di raggiungere anche nella popolazione".

 

Paolo Pezzoli, direttore degli Istituti sociali comunali di Lugano e responsabile di sei case anziani in Ticino, all'inizio della campagna vaccinale si era espresso a favore di un obbligo: "In quel momento era una questione di responsabilità etica - racconta - noi abbiamo fatto una campagna di sensibilizzazione importante cercando di far capire a tutti quanto fosse rilevante il fatto che il nostro personale fosse vaccinato e ci siamo riusciti senza arrivare all'obbligo". Infatti all'interno delle sue strutture il 76% dei collaboratori e il 94% degli utenti hanno ricevuto il preparato anti-Covid.

Soddisfatta anche l’azienda Spitex per il servizio di cure a domicilio. Lo afferma il coordinatore Stefano Motta, specificando che per il servizio di interesse pubblico si registra un tasso del 75% di adesione senza abbandonare però le misure di protezione "soprattutto per chi non è vaccinato".

Anche all'Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) "l'adesione è stata buona", secondo Alessandro Ceschi, direttore dell'istituto di scienze farmacologiche della Svizzera italiana.

In Ticino quindi non si prenderanno dei provvedimenti nei confronti dei sanitari non vaccinati, come invece succede nella vicina Italia, dove per legge chi si rifiuta di essere immunizzato contro il coronavirus, può essere sospeso.

CSI/Gis
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