L'ultimo sole, dalla terrazza della capanna, si spegne mentre a valle è già notte
L'ultimo sole, dalla terrazza della capanna, si spegne mentre a valle è già notte (RSI, ab)

Un secolo in quota

L'UTOE Bellinzona compie 100 anni: quattro istantanee d'oggi a beneficio della storia dell'escursionismo ticinese

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Cento anni fa l'Unione ticinese operai escursionisti aprì i sentieri, le pareti e i rifugi anche alle donne. Fu una scelta audace, in un mondo, quello dell'alpinismo che, a parte poche eccezioni, allora era appannaggio dei soli uomini. Oggigiorno, nel bene o nel male, sta facendosi nuovamente strada un cambiamento epocale, dettato - ancora - dal progresso: potremmo chiamarlo la "democratizzazione" della montagna. C'è chi crede sia dettata dal cambiamento climatico che spinge sempre più persone a cercare qualche grado in meno in quota. E che va di pari passo con il mondo della comunicazione che ora, la montagna, ce la fa arrivare quando e come vogliamo sugli smartphone.

 

I numeri dei pernottamenti dell'UTOE Bellinzona lo dimostrano: in cinque anni i pernottamenti delle sue capanne, Gesero, Tamaro, Adula UTOE, Bovarina, Albagno, sono aumentati del 30 per cento. Le storie che seguono, ognuna a modo suo, dimostrano che i presidi ad alta quota non sono solo più dei rifugi necessari a ripararsi lungo la via che porta in vetta, ma sono diventati la meta stessa... Obbligando i loro guardiani ad offrire servizi non dissimili dagli alberghi più a valle.

Gesero e Tamaro

La nuova capanna del Gesero, nella Valle di Arbedo poco sopra quella storica, sarà attrezzata per le moutainbike elettriche e ci saranno camere per dormire con il proprio cane. Sul Monte Tamaro nei prossimi anni la capanna dell'UTOE Bellinzona, una delle più vecchie del cantone, dovrà condividere la vetta con il progetto di teleferica e ristorante panoramico che sarà costruito sul motto rotondo.

 

Bovarina

CSI 18.00 del 23.09.2019 - Yvonne e Loris Sonzogni lasciano la capanna Bovarina
CSI 18.00 del 23.09.2019 - Yvonne e Loris Sonzogni lasciano la capanna Bovarina

Molti appassionati oggi non dicono "Andiamo alla capanna Bovarina" ma "Saliamo dall'Yvonne e dal Loris", i coniugi Sonzogni, diventati in nove anni di carriera da guardiani - di cui cinque alla Bovarina, nella Valle di Campo - una vera e propria istituzione. Professionisti che, dicono loro, hanno sempre messo al primo posto empatia e accoglienza. E che, nel pieno del successo, alla fine di questa stagione abbandoneranno il Ticino per volare negli Stati Uniti, a Boston, per fare i nonni accanto alla famiglia del figlio e ai nipotini.

Adula UTOE

Lisa Foletti e Ciril Noto
Lisa Foletti e Ciril Noto (RSI, ab)

A Ciril Noto, che insieme a Lisa Foletti gestisce la capanna più vicina alla cima dell'Adula (3402 m.), è già capitato di rifiutare di noleggiare ramponi e picozza a persone visibilmente impreparate ad affrontare l'omonimo ghiacciaio. È il rovescio della medaglia del trend di cui scrivevamo sopra: e dimostra come il rifugio sia anche presidio culturale, dove il "capannaro" è garante d'informazioni preziose, di qualità, aggiornate e di prima mano. Un presidio per alpinisti che Lisa e Ciril d'estate occupano insieme ai loro figli, due gemellini di tre anni.

Contributi realizzati da:

Sandy Sulmoni, Dario Lanfranconi, Alessandro Broggini
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