Fame, stupri come arma di guerra, sfollamenti di massa e mancanza di cure. È da ormai quasi tre anni che il Sudan è dilaniato da una guerra civile fra le l’esercito regolare guidato dal Generale Abdel Fattah al-Burhan (SAF) e le milizie paramilitari dell’RSF, che si contendono il potere di un Paese ricchissimo di risorse naturali, oro in primis. Un conflitto complesso e poco mediatizzato, difficile da raccontare e ancora di più da risolvere, che prosegue da oltre 1000 giorni e che ha provocato quella che molte organizzazioni internazionali definiscono la più grave crisi umanitaria al mondo (20 milioni le persone colpite, che nel 2026 saliranno a 33milioni secondo le stime OMS).
Ne abbiamo parlato con l’analista politica esperta di Sudan Irene Panozzo, il ricercatore in storia e istituzioni africane Giorgio Musso e il responsabile dei programmi MSF in Sudan Vittorio Oppizzi.
Scopri la serie
https://www.rsi.ch/s/703908




