Smood, l’azienda di consegna di pasti e spesa a domicilio attiva in 25 città svizzere, va verso la chiusura. A rischio oltre 400 posti di lavoro, di cui una 50ina in Ticino, occupati principalmente da corriere e corrieri.
Il sindacato Syndicom reagisce dicendo: «È la prima vittima dell’uberizzazione nel 2026» puntando il dito contro appunto a imprese come Uber, basate sull’uso di piattaforme digitali, che portano a un deterioramento delle condizioni di lavoro.
Il settore delle consegne a domicilio è diventato un mercato sempre più competitivo (per non dire: spietato) e poco regolamentato sul piano dei diritti sindacali: precariato, mancato versamento degli oneri sociali.. si parla di “capitalismo delle piattaforme” e di “gig economy” (l’economia basata sul lavoro occasionale), di cui i “riders”, o i ciclofattorini, sono diventati il simbolo!
Abbiamo letto il caso di Smood all’interno delle trasformazioni più ampie che coinvolgono il mercato delle consegne a domicilio e le condizioni di lavoro di fattorini e riders, con Arianna Tassinari, professoressa di Sociologia Economica e del Lavoro all’Università di Bologna e con Niccolò Cuppini, ricercatore del Centro competenze lavoro, welfare e società della Supsi, co-autore del recente Capitalism in the platform age, edito da Springer.
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