Padre Giovanni Pozzi
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“Nella Svizzera italiana ci mancano le parole”

Intervista a Giovanni Pozzi in collaborazione con gli Archivi RSI

  • Oggi
  • 19 min
  • Emanuela Burgazzoli
  • Ti-Press/Gabriele Putzu
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Giovanni Pozzi è stato uno dei maggiori italianisti del secondo Novecento, filologo e critico letterario, e uno dei massimi studiosi della mistica e della religiosità popolare. Nato a Locarno nel 1923, ordinato sacerdote nell’Ordine dei Frati Cappuccini nel 1947, compie i suoi studi all’Università di Friburgo, dove diventa ordinario della cattedra di Letteratura italiano per quasi un trentennio, dal 1960 al 1988. E risale proprio al 1988, l’ultimo anno del suo insegnamento accademico, l’intervista che vi proponiamo oggi, tratta dagli Archivi RSI e realizzata nell’ambito della trasmissione televisiva “Carta bianca” . Una conversazione in cui Padre Pozzi tocca gli ambiti delle ricerche di cui si è occupato a lungo, come lo studio delle scritte delle mistiche cristiane, partendo dalla figura di Teresa di Lisieux; ne emerge la figura dello studioso capace di esercitare una “critica viva” non soltanto sui testi letterari, ma anche su temi quali l’italianità, l’insegnamento della letteratura italiana in Svizzera e la scuola ticinese. Riscopriamo il rigore e la pacatezza del grande filologo, ma anche la sua ironia sferzante.

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Carta bianca - Padre Giovanni Pozzi

RSI Carta bianca 31.03.1988, 15:12

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