Anche questa domanda può sembrare banale, eppure stabilire dei criteri oggettivi con i quali definire la semplicità di una musica anche banale non è un’operazione così facile.
“Il semplice è il più difficile” scriveva il compositore danese Carl Nielsen, indicando come l’arte di eliminare il superfluo, o “il soverchio” come indicava Michelangelo, forse la manifestazione di una straordinaria conoscenza e del genio compositivo.
Ma cosa renda meraviglioso ed elegante un semplicissimo Minuetto di Bach o incredibilmente affascinante e profonda l’essenzialità della musica di Arvo Pärt, per esempio, risulta quasi un mistero.
E se pensiamo ad alcune canzoni di Fabrizio De André non possiamo evitare di ritenerle importanti nonostante l’estrema semplicità, a volte, dal punto divista melodico e armonico.
Cercheremo di orientarci in queste riflessioni attraverso ascolti e le profonde conoscenze dei nostri ospiti.
Al microfono di Barbara Tartari e Giovanni Conti ritroveremo i musicologi e critici musicali Carla Moreni e Giordano Montecchi.
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