Come stanno i media in Svizzera?

Uno studio annuale dell'Università di Zurigo parla di una qualità stabile, ma a preoccupare è la situazione economica di diverse testate

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Professionalità e qualità. Sono questi i pilastri che permettono al mondo dei media di essere apprezzato e di contribuire a combattere la diffusione della disinformazione. Notizie intenzionalmente false che preoccupano la metà della popolazione del nostro Paese, in particolare in questo periodo segnato dalla pandemia da coronavirus.

È questo uno dei dati principali che emergono dalla ricerca “Qualità dei media 2021”, condotta dall’Università di Zurigo. Un annuario che è ormai un punto di riferimento per l’analisi del lavoro giornalistico in Svizzera. Se la qualità di questo lavoro rimane stabile, e su livelli soddisfacenti, a preoccupare è in particolare la situazione finanziaria delle diverse testate del nostro Paese, confrontate con un calo costante delle entrate pubblicitarie. Ma desta timore anche la proporzione di persone che rimangono lontane dal mondo dell’informazione. In Svizzera una persona su tre è scarsamente o per nulla informata, una proporzione che sale e supera il 50 per cento tra i giovani adulti. Tante dunque le sfide che pesano sul futuro del mondo dei media. Incognite con cui discuteremo con i nostri ospiti.

Ne parliamo con:

Romaine Jean, Giornalista e consulente in comunicazione

Colin Porlezza, Professore-assistente alla Facoltà di scienze della comunicazione, Università della Svizzera italiana Lugano

Peter Schiesser, caporedattore del settimanale “Azione”

 

 

 

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