È la forza armata più potente al mondo, per numero di soldati, circa due milioni, e per la potenza della sua marina militare. In queste prime settimane del 2026 l’esercito cinese si trova però confrontato con un problema di ampia portata. I suoi vertici sono stati quasi tutti silurati dal presidente della Repubblica popolare, Xi Jinping. L’ultimo a finire sotto inchiesta, ufficialmente per corruzione, è stato il numero due della Commissione Militare Centrale, il generale Zhang Youxia, il più alto graduato del Paese, fino ad ora considerato un fedelissimo dello stesso Xi. E così nella Commissione militare – formata in teoria da sette membri - rimangono al momento soltanto due dirigenti, il presidente cinese in persona e un altro alto ufficiale dell’esercito. Nel corso dell’ultimo anno ben cinque alti graduati sono stati rimossi su ordine del numero uno di Pechino. Una situazione che molti osservatori hanno già definito “un terremoto” e che dimostra quanto sia sempre più assoluto il potere esercitato da Xi Jinping. Ma ci sono diversi lati oscuri in questa vicenda: quali sono i veri motivi del siluramento di Zhang? Quanto è diffusa la corruzione nei vertici militari del Paese? E chi sta al momento guidando operativamente l’esercito cinese, confrontato con un vuoto dirigenziale che non si era mai visto nella storia recente del Paese.
Argomenti, interrogativi ed enigmi, avvolti da un forte clima di sospetti, che discuteremo con:
Simona Grano, sinologa dell’Università di Zurigo
Alessandro Politi, direttore della Nato Defence College Foundation di Roma
Lorenzo Lamperti, collaboratore RSI dall’Asia
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