I giovani fuori dai radar

Il Dipartimento dell'educazione vuole diminuire la percentuale di giovani ai margini della società

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Ogni anno 350 giovani in Ticino si perdono nel corso del loro percorso formativo e molto spesso non riescono a conseguire un diploma di formazione secondaria. In altri termini interrompono la loro formazione post-obbligatoria, oppure non la iniziano nemmeno dopo aver concluso la scuola media. Questo significa che il 12 % dei ragazzi non dispone di un diploma su un mercato del lavoro sempre più complesso e competitivo, con all'orizzonte il rischio di finire in assistenza. Ora il DECS, il dipartimento dell'educazione, si è dato come obiettivo di diminuire questa percentuale al 5%, come del resto prescrive la conferenza dei direttori cantonali della pubblica istruzione. Ma come fare per poter raggiungere questo obiettivo? E quale il compito dell'economia privata?

Ne parliamo a Modem con:

Manuele Bertoli, direttore del DECS

Ilario Lodi, direttore di Pro Juventute nella Svizzera Italiana

Stefano Modenini, direttore dell’Associazione delle Industrie Ticinesi (AITI)

Con due testimonianze registrate

Modem su Rete Uno alle 8.20, in replica su Rete Due alle 19.25. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app: RSINews e RSIPlay