La vegetazione torna a fiorire sui suoli devastati dagli incendi. Foto scattata in una zona boschiva nel sud-est dell'Australia (keystone)

L’Australia tra fuoco e acqua

Dopo gli incendi devastatori ecco temporali ed inondazioni

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Non si sono ancora spenti del tutto gli incendi che hanno colpito l’Australia orientale e meridionale ed il bilancio parziale è già catastrofico. Si calcola che oltre un miliardo di animali siano periti nei roghi che hanno coperto una superficie più grande del Portogallo. Oltre la metà dell’habitat in cui vivono 100 piante ed animali minacciati di estinzione è andata distrutta, il bestiame nelle fattorie è stato decimato mentre gli incendi sono costati la vita a 28 persone ed hanno divorato circa 2000 case.

Secondo gli scienziati del servizio meteorologico nazionale del Regno Unito, gli incendi in Australia sono un anticipo di quello che ci aspetta in un mondo più caldo di 3°C rispetto all'era preindustriale. Tutti i dati raccolti finora portano a comprovare che il riscaldamento globale ha già aumentato la frequenza e l’intensità degli incendi generati dalla “meteo incendiaria”: una combinazione di alte temperature, ridotta umidità, forti venti e bassa piovosità che aumenta il rischio di propagazione di incendi su larga scala. Secondo l’analisi comparata di 57 studi la durata di queste stagioni favorevoli ai roghi estesi si è allungata dal 1979 al 2013, e non per fluttuazioni naturali, ma a causa dell'aumento delle temperature causato dalle attività umane.

In questi ultimi giorni la pioggia è venuta finalmente a ad abbassare le temperature e a spegnere una parte dei roghi ma allo stesso tempo ha portato localmente anche grandine, fulmini e perfino inondazioni. Natura, animali e uomini come affronteranno queste nuove condizioni di vita?

Per parlarne a Modem intervengono:

Marco Conedera, ingegnere forestale presso l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve ed il paesaggio;

Loretta Dalpozzo, inviata RSI in Australia;

Piero Genovesi, zoologo, esperto di conservazione delle specie presso ISPRA e IUCN;

Valentina Mella, Postdoctoral Research Associate all’Università di Sydney;

Maurizio Rossetto, botanico, Senior Principal Research Scientist, Royal Botanic Garden Sydney.

 

 

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