"Per una fetta di mela secca"

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Questa edizione monografica delle nostre voci è dedicata al romanzo presentato in queste ultime settimane dal titolo “Per una fetta di mela secca”. L’autrice, Begoña Feijoo Fariña - originaria della Spagna ed emigrata in Svizzera da bambina - ha affrontato un tema davvero molto spinoso. 

Di quelli che si vorrebbero cancellare, nascondere. Parliamo delle misure coercitive che nella Confederazione sono state messe in atto fino al 1981 in campo assistenziale.

E come riporta il sito dell’Ufficio Federale di Giustizia, si tratta di decine di migliaia di bambini e adolescenti, allontanati dalle loro famiglie e collocati d’ufficio in aziende artigianali o agricole dove venivano sfruttati come manodopera a basso costo, oppure affidati ad enti gestiti severamente, oppure - ancora - internati in istituti chiusi o addirittura in penitenziari, senza che si fosse pronunciato un giudice. 

Begoña Feijoo Fariña è nata in Spagna, il 7 marzo 1977, a 12 anni si è trasferita in Svizzera, dove tuttora vive, a Brusio. Laureata in biologia ha lavorato come entomologa ma nel 2015 ha abbandonato la professione per dedicarsi alle sue passioni: il teatro e la scrittura. È cofondatrice della compagnia teatrale inauDita, ed ha già scritto tre romanzi oltre ad una serie di racconti.