Ristoratori alle corde

Riaprire o aspettare?

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La ristorazione sta affrontando una prova durissima, la mancata riapertura ad inizio mese per alcuni operatori del settore ha rappresentato il colpo che fa finire al tappeto. Ora si guarda con apprensione al 22 marzo. Ne parliamo con due ristoratori attivi nel Moesano Evelyn Contreras, del ristorante Chesa Veglia di San Bernardino e di Francesco Macrì, del Centrale di San Bernardino nonché del Grotto Centena di Lostallo.   

Anche a sud del Bernina ovviamente si soffre la mancata riapertura dei ristoranti. Facciamo il punto con un imprenditore che è anche chef e quindi ristoratore. Con Flavio Lardi, presidente degli albergatori, vediamo che cosa quest’anno trascorso in pandemia ha lasciato in eredità.

Gli operatori del settore non sono stati a guardare. Pur di non soccombere percorrono ogni via. Take-away, ma non solo.  Due ristoranti di Maloja ad esempio, mettono a disposizione dei turisti anche la slitta da fondue bregagliotta. Dal centro del paese ci si sposta per pranzare o cenare sotto le stelle verso il lago di Sils e altri luoghi dai quali si gode di una splendida vista sulla Bregaglia e sull’Engadina.

Anche oltre frontiera i ristoratori non se la passano bene. Beppe Viola è andato a trovare i gestori di una storica pizzeria, la prima aperta in Valtellina. Correva l’anno 1962. L’idea venne a Cosimo Flauto, che dalla costiera amalfitana decise di trasferirsi a Sondrio. Fu una scelta coraggiosa, ma quantomai di successo. Oggi a mandare avanti l’attività è il figlio Fausto.