Da inizio anno sono stati predisposti sul territorio ticinese i punti di raccolta d’urgenza (PRU), destinati a fornire assistenza e informazioni ufficiali in caso di catastrofi o interruzioni dei servizi. Queste zone sicure sono nate dalla collaborazione tra autorità cantonali, Comuni ticinesi e l’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP).

L'icona che identifica i punti di raccolta
La rete ticinese conta ora 160 postazioni distribuite nei Comuni, solitamente in prossimità di strutture pubbliche. Questi centri vengono attivati quando i normali canali di comunicazione risultano compromessi, come durante blackout prolungati o eventi naturali estremi. La loro posizione è consultabile sul sito cantonale e sul geoportale della Confederazione.
“Le PRU servono principalmente per garantire la comunicazione d’urgenza con gli enti primo intervento: pompieri, ambulanze o polizia”, ha spiegato Ryan Pedevilla, capo della sezione del militare e della protezione della popolazione. Attraverso i punti di raccolta si avrà “una rete sicura che permetterà di comunicare anche qualora la rete pubblica non fosse garantita”. Qui il riferimento è ai dispositivi radio Polycom, in grado di garantire il collegamento con le autorità anche in assenza di telefonia o internet. La gestione operativa fa capo ai Comuni.
Con questa misura, il Ticino si allinea agli standard di protezione della popolazione già adottati dagli altri Cantoni svizzeri. L’apertura dei PRU sarà annunciata, in caso di necessità, tramite i media, la piattaforma Alertswiss e i canali comunali.
SEISIDERA del 16.03.2026 - Il servizio di Christian Gilardoni







